110 incendi di impianti di recupero rifiuti nel 2017, c’è strategia criminale: 23 bruciati nel 2018

I numeri parlano chiaro: una media di oltre cento l'anno negli ultimi 4-5 anni, nel 2017 sono andati in fiamme ben 110 impianti, tra cui 7 discariche, e in questo scorcio del 2018 altri 23  impianti sono bruciati
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“L’ennesimo rogo,  che ha colpito stanotte una ditta di recupero di imballaggi plastici vicino Torino, certifica l’esistenza di una strategia criminale senza precedenti sull’impiantistica di recupero dei rifiuti in tutta Italia. I numeri parlano chiaro: una media di oltre cento l’anno negli ultimi 4-5 anni, nel 2017 sono andati in fiamme ben 110 impianti, tra cui 7 discariche, e in questo scorcio del 2018 altri 23  impianti sono bruciati.” Lo affermano Angelo Bonelli e Claudia Mannino dei Verdi che rilanciano il loro dossier .
Le reazioni delle istituzioni sono state solo due: l’istituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare e l’emanazione di una circolare ministeriale. La commissione ha scritto nero su bianco che la chiusura di oltre 600 imprese in Cina addette all’importazione di materiali plastici sta mettendo in crisi il nostro sistema. La circolare di Galletti limita la durata degli stoccaggi (con mere sanzioni ordinarie) e stranamente non coinvolge il ministero della Salute e le agenzie ambientali. Una Circolare inefficace poiché nnon riconosce alcuna emergenza specifica, non prevede nulla di concreto come l’aumento dei controlli a sorpresa e delle sanzioni pecuniarie, non intende riformare il sistema delle concessioni e delle autorizzazioni e non impone l’obbligo di videosorveglianza con termocamere e controlli sugli impianti antincendio. Esprimiamo inoltre la nostra vicinanza ai Vigili del Fuoco, sempre esposti ed in prima fila, che hanno anche rilevano pubblicamente alcune criticità, sottolineando come nel caso degli incendi agli impianti dei rifiuti bisogna riuscire a tutelare la salute delle persone che abitano nelle zone circostanti e per i soccorritori.
“Per tali ragioni – proseguono Mannino e Bonelli – ribadiamo nuovamente con urgenza l’intervento della Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho per avviare una indagine su questi ripetuti incendi, estendendola anche alle amministrazioni pubbliche che conferiscono (con gara o con affidamento diretto) alle imprese i materiali provenienti dalla raccolta dei rifiuti urbani”
“Dalla mappa allegata nel dossier, si può notare come il fenomeno degli incendi degli impianti di recupero rifiuti sia esteso in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale, segno che i tentacoli del crimine sui rifiuti è, purtroppo, diffuso capillarmente in tutto il Paese. La risposta nel suo complesso è stata insomma debole e sarà  probabilmente inefficace. Ci auguriamo che il nuovo Parlamento e il futuro Governo prendano decisioni più incisive e significative su questo tema e più in generale sulla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.” Concludono gli esponenti dei Verdi.
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