41 anni fa avveniva il Disastro di Seveso, ma l’Italia ha la memoria corta

Il 10 Luglio 1976 ci fu il Disastro di Seveso, un monito che l'Italia non ha mai colto, con incidenti che succedono ancora oggi
Seveso

Il 10 Luglio 1976 ci fu il Disastro di Seveso, un monito che l’Italia non ha mai colto, con incidenti che succedono ancora oggi

Era il 10 luglio del 1976 quando l’azienda ICMESA di Meda ebbe un incidente tale per cui ci fu una dispersione di una nube di diossina TCDD, una sostanza chimica, classificata tra le più tossiche. Tale nube investì una vastissima porzione del territorio brianzolo, in particolar modo quello di Seveso. L’incidente, di cui oggi è quasi persa la memoria, fu di entità tale da far emettere all’allora CEE una direttiva (la 82/501/CEE) che prende proprio il nome di Direttiva Seveso. In tempi più recenti (2010) la rivista Time ha classificato questa tragedia nostrana come uno degli incidenti ambientali più gravi della storia, e l’emittente televisiva CBS l’ha inserita tra i 12 disastri ambientali peggiori di sempre.

Il dramma accaduto a Seveso, come effetto ha avuto quello di una disciplina legale riguardo prevenzione di tali incidenti, monitoraggio delle aree circostanti alle industrie che utilizzano materiali pericolosi ed accordi tra le stesse per evitare “l’effetto domino”. Fatto sta che queste misure non bastano più. Le diossine inquinanti, anche se non in casi di fuoriuscite straordinarie e tragiche, hanno un effetto dannoso per la popolazione circostante. Non a caso viene immediatamente da citare l’ILVA di Taranto i cui rifiuti e scarichi tossici hanno causato malattie gravissime a persone di ogni età, mutamenti genetici anche negli animali e nei prodotti agricoli, rendendo l’intero territorio decisamente malsano. Altri casi che vengono in mente sono quelli dei roghi delle “terre dei fuochi”, anche in quel caso le diossine si disperdono per via aerea contaminando enormi porzioni di regioni e provocando danni alle persone, animali e colture. Il recente rogo della fabbrica Ecox a Pomezia, nel Lazio ci ha dato l’ennesima dimostrazione che non ci sono norme di sicurezza adeguate e per quelle vigenti non si ha nemmeno la certezza che vengano applicate. In un giorno come questo è necessario ricordare, la Storia dovrebbe servire per non far ripetere gli errori del passato, ma anche in questo caso sembra che l’Italia abbia davvero la memoria corta.

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