Basta pozzi petroliferi in Basilicata

La spinosa questione dei pozzi petroliferi in Basilicata tra concessioni, autorizzazioni, inquinamento e leggi propandistiche che dovrebbero servire come deterrente, ma che di fatto non fermano le richieste delle...
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La spinosa questione dei pozzi petroliferi in Basilicata tra concessioni, autorizzazioni, inquinamento e leggi propandistiche che dovrebbero servire come deterrente, ma che di fatto non fermano le richieste delle compagnie petrolifere. Ci vuole un intervento concreto, ed è il momento di dire basta. I membri del direttivo della Basilicata hanno così commentato: 


“E’ il momento di dire basta a nuovi pozzi petroliferi in Basilicata”. E “per questo” chiedono al Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, “di fermare la realizzazione del pozzo ‘Pergola1’ in Val d’Agri e porre un veto definitivo sugli altri 16 permessi di introspezione in via di approvazione. Basta utilizzare il petrolio e l’ecologia esclusivamente in termini di propaganda”.
“Al Governo e al Ministro – aggiungono – chiediamo di attuare tutte le politiche necessarie per l’immediata chiusura dei pozzi di petrolio senza se e senza ma, evitando di scaricare responsabilita’ sulla mancata chiusura degli impianti su altre istituzioni. Responsabilita’ che pure ci sono e sono fortissime, ma che si superano con la volonta’ di farlo dall’alto”.


Secondo i Verdi lucani, “mentre in ottica europea si punta all’uscita dalle risorse fossili entro il 2015, in Basilicata si parla ancora troppo di petrolio: la nostra Regione non puo’ e non deve diventare il ‘groviera’ d’Italia, specialmente in una prospettiva di sviluppo nazionale in cui il petrolio deve essere destinato a diventare una forma di approvvigionamento energetico residuale, fino a sparire completamente grazie ad un processo di transizione energetica verso le rinnovabili. Il territorio lucano – sottolineano – non e’ piu’ in grado di sostenere il carico del petrolio. Pertanto riteniamo che il testo inserito nell’attuale Finanziaria, che prevede un aumento del costo per metro quadrato di terreno per le future concessioni petrolifere, sia assolutamente dannoso: in primis perche’ bisogna smettere di considerare i combustibili fossili come una risorsa da sfruttare in favore di uno sviluppo totale delle energie rinnovabili; in secondo luogo in questa norma si possono riscontrare anche dei vizi di costituzionalita’ in quanto la decisione del costo del sottosuolo non puo’ essere presa univocamente dal governo centrale. Ci appelliamo quindi al Ministro dell’Ambiente affinche’ fermi questo scempio della nostra terra, fermando l’opera di mera propaganda ed agendo concretamente. Attraverso l’estrazione del greggio si creano danni al territorio cosi’ come alla salute della popolazione ed inoltre non risolve una situazione economica complessa, anzi – concludono i Verdi – impedisce che la Basilicata possa procedere in direzione dello sviluppo sostenibile”.



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