Brevi cenni storici del rapporto non consumato tra Verdi e Italia In Comune di Pizzarotti

Brevi cenni storici del rapporto non consumato tra Verdi e Italia In Comune di Pizzarotti avanti tutta per una forza ecologista e civica.
verdi italia in comune

Brevi cenni storici del rapporto non consumato tra Verdi e Italia In Comune di Pizzarotti.
Avanti tutta per una forza ecologista e civica.

Ho appreso, anzi abbiamo appreso, come Verdi che il movimento politico Italia in Comune di Federico Pizzarotti ha deciso di non allearsi più con i Verdi per le prossime elezioni europee ma con più Europa di Benedetto Della Vedova, eppure Pizzarotti aveva assunto con i Verdi delle intese politiche e annunciato l’alleanza in eventi pubblici.

Non mi sento, e non ci sentiamo assolutamente, la sposa o lo sposo abbandonati sull’altare anzi.
Ma in nome dell’Ecologia della politica è bene per chi legge, che così potrà farsi un’idea, cosa è accaduto in questi mesi.
Il 16 ottobre 2018 Italia in comune partecipa a Bruxelles ad una riunione organizzata dal gruppo parlamentare dei Verdi per costruire una lista aperta ecologista e, europeista, federalista e femminista. L’incontro si conclude positivamente con un comunicato congiunto: (qui un articolo su Ansa).

A novembre del 2018 Italia in Comune sull’onda dei successi Verdi in Europa come in Germania e Belgio ci chiede un aiuto per incontrare i Verdi europei.
Italia in Comune partecipa al congresso dei Verdi tedeschi a Berlino del 23 -25 novembre 2018 e rilascia dichiarazioni entusiastiche era il 23 novembre 2018 (qui un articolo su Parmadaily)

Il 21 dicembre 2018 Pizzarotti ospite della trasmissione Otto e Mezzo lancia l’intesa con i Verdi per le prossime elezioni europee.
(qui un articolo su Ilfattoquotidiano.it)

L’11 gennaio a Roma l’intesa viene ufficializzata in una conferenza stampa con Pizzarotti, Pascucci, il capogruppo in parlamento europeo Philippe Lamberts, la presidente dei Verdi Europei Monica Frassoni e i coportavoce dei Verdi italiani Elena Grandi e Matteo Badiali.  (qui un articolo su Repubblica)
(qui un articolo sulla Gazzetta di Parma)

Cominciamo a lavorare sulla costruzione del simbolo e sul tentativo di aggregare forze politiche omogene anche se il coordinatore di Italia in Comune Pascucci lanciava dichiarazioni di alleanze che andavano da sinistra italiana più Europa che ovviamente non avevano né il consenso di più Europa né quello di Sinistra Italiana.
Intanto il lavoro per la costruzione della lista proseguiva intensamente e il 9 febbraio Federico Pizzarotti e Alessio Pascucci aderivano all’appello onda verde e civica lanciato da uomini di cultura, dello spettacolo, dell’ambientalismo dell’associazionismo per la presentazione di una lista ecologista alle prossime elezioni europee. (qui un articolo su Cataniaoggi)

Il 19 febbraio a Bologna insieme a Pizzarotti e Pascucci incontriamo Della Vedova e Fusacchia per verificare se vi potessero essere le condizioni per un’intesa comune. L’incontro non andò bene perché le differenze programmatiche erano notevoli a aprtire da Ogm, Tav in val di Susa, trivelle e politiche energetiche e trattati di libero scambio che per noi Verdi non devono prevedere dumping sociale e ambientale.
Il 23 febbraio l’alleanza tra Verdi e Italia in comune viene lanciata in un evento pubblico a Roma al teatro Quirino: (qui un articolo su Parmadaily)

Nella stessa giornata del 23 Febbraio il segretario Della Vedova attaccava i Verdi, ma anche Italia in Comune e per le differenze programmatiche e le aperture a sinistra fatte da Alessio Pascucci in occasione dell’evento del teatro Quirino. In tante dichiarazioni Italia in Comune confermava e affermava che il rapporto con i Verdi era solido e che sarebbero andati avanti con noi in ogni caso.

L’otto marzo 2019 incontriamo a Parma negli uffici del comune, Federico Pizzarotti, Alessio Pascucci e loro collaboratori per chiudere sul simbolo. In quell’occasione troviamo un’intesa definitiva su un logo e individuiamo due date per la conferenza stampa di presentazione del simbolo: il 14 marzo o il 21 marzo.
Dai collaboratori del sindaco Pizzarotti emergono delle preoccupazioni sui sondaggi e noi facciamo notare che fin quando il progetto non sarebbe partito sarebbe stato complicato dire agli italiani che c’eravamo e che in ogni caso bisognava avere coraggio di lanciare progetti politici, perché se si vuole essere leader della costruzione di una forza ecologista e civica come accade in Europa devi avere coraggio e lanciare una sfida.

Lavoriamo per fare la conferenza stampa il 14 marzo, ma il 12 marzo Pascucci rilascia un’intervista ad un’agenzia di stampa nella quale affermava che il 14 si sarebbe svolta una conferenza stampa per presentare il simbolo tra Italia in Comune e Verdi, ma che nel frattempo loro stavano lavoravando per allargare a più Europa. (qui un articolo su Il Dubbio)

Immediatamente facciamo notare a Pascucci e Pizzarotti che più Europa si era già espressa ovvero che vi erano punti programmatici molto distanti e che a questo punto non sarebbe stato serio presentare il simbolo il 14 marzo e che Italia in Comune avrebbe fatto bene a chiarire questo aspetto non irrilevante. Anche in quell’occasione dopo intense discussioni ci viene detto che tutto si sarebbe sistemato e che avremmo fatto la conferenza stampa il 21, giorno in cui Pizzarotti era disponibile.

Dal 14 di marzo nessuno ha più risposto al telefono a partire da Pizzarotti. Neanche fossimo venditori petulanti, con tutto il rispetto per i venditori, ma l’educazione è sempre atto necessario nelle relazioni tra persone.
Il 26 marzo Alessio Pascucci va alla trasmissione televisiva Rai Agorà e comunica che Italia in Comune farà la lista con più Europa e si chiamerà Più Europa in Comune.

Nel pomeriggio vengono fatte da Pascucci le telefonate con la quale comunica la decisione presa da Italia in Comun ovvero quella di andare con più Europa.
Vengono inviati da Alessio Pascucci, non me ne voglia se lo sto citando troppo, un messaggio ai dirigenti dei Verdi che sostanzialmente dice che hanno avviato il 22 marzo una consultazione online inviando 72 email di cui 57 hanno risposto. Di questi 57,  6 hanno detto si ad alleanza ai Verdi, 6 di non partecipare e 41 di andare con più Europa, 2 astenuti e 2 risposte non chiare. Sempre nel messaggio di Pascucci dice che già nel loro coordinamento nazionale del 16 febbraio vi erano perplessità sul percorso con i Verdi.

Fin qua la storia raccontata dai fatti che non può essere smentita da nessuno.

Ma chiedo a Italia in Comune: ma questa imponente consultazione perché non l‘avete fatta prima se già sapevate da mesi che c’erano delle criticità nel rapporto con i Verdi? Risparmiavamo tutti, certamente noi, tanta fatica, risorse economiche, i nostri soldi sono quelli dei militanti, e saremmo stati trasparenti. Invece no Italia in Comune decide di fare la consultazione il 22 marzo e comunicarci l’esito 4 giorni dopo. Tutto questo dopo conferenze stampa, eventi pubblici, interviste dove Italia in Comune annunciava alleanza con I Verdi. Che lezione di stile !

Leggiamo il 26 marzo in una nota di Pascucci che, se Italia in Comune avrà eletti con più Europa loro aderiranno al gruppo parlamentare dei Verdi europei. Ma Italia in Comune lo sa che i Verdi europei sono contro gli Ogm, contro la Tav in Val di Susa, contro l’immunità penale a Ilva, contro l’energia fossile e contro quei trattati di libero scambio che si basano sul dumping sociale e ambientale, e che siamo per il Si alle energie rinnovabili, il si all’agricoltura biologica, alle infrastrutture utili come il trasporto pubblico nelle città e per un Green New Deal ?

I Verdi europei hanno lo stesso programma dei Verdi italiani e come fa più Europa ad accettarlo? Oppure Italia in comune accetta il programma di più Europa e allora come fa ad andare al gruppo dei Verdi europei ?
Noi Verdi italiani rimaniamo fieri della nostra storia, una storia che sta dando ragione alle nostre battaglie al di là dei nostri risultati elettorali sino ad oggi. C’è una cosa inaccettabile della politica ed è quando perde il sistema dei valori e delle idee per piegarlo alla convenienza.
Superare lo sbarramento del 4% è certamente un obiettivo ma se per raggiungerlo pieghi valori e programmi allora puoi allearti con chiunque.

Da quando faccio politica non ho mai visto una cosa del genere: ora nessuno parli dicendo che il nuovo che avanza è meglio del vecchio perché se è così ridatemi il vecchio.

Noi Verdi proseguiremo la nostra strada per dare voce e spazio alle centinaia di migliaia di giovani che urlano per chiedere provvedimenti urgenti contro il cambiamento climatico, alle donne che si battono contro le politiche regressive di questo governo, a chi lavora contro le politiche di odio della Lega di Salvini, ma principalmente per costruire una società dove si lavori per la conversione ecologica di un modello produttivo inquinante e dannoso per l’economia perché la svolta ecologista un’opportunità per l’economia e per il lavoro. Una lista ecologista, civica, europeista, femminista e sociale.

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