Cari ragazzi di Volt, abbiamo una visione comune

Al centro dell’intervento della Grandi l’urgenza di invertire la rotta che ha condotto ai cambiamenti climatici.
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La co-portavoce dei Verdi Italiani Elena Grandi è intervenuta oggi al primo congresso di Volt a Firenze. Un incontro incentrato sulle nuove sfide dell’Europa secondo una visione “paneuropea” ed inclusiva.

Al centro dell’intervento della Grandi, intervenuta dopo Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, e Marcella Mallen, Presidente di Prioritalia, l’urgenza di invertire la rotta che ha condotto ai cambiamenti climatici. Come?

Dal punto di vista economico ha evidenziato alla platea di Volt come l’Italia sia il primo paese in Europa per aziende che fanno economie circolari, con circa il 2% del Pil e che nonostante questo non vi siano incentivi per aiutare le piccole e medie aziende così come le microimprese, che rappresentano il modello di produzione che andrà a sostituire quello tradizionale.

Nel suo intervento la Grandi ha lanciato un appello ai giovani presenti rimarcando la consapevolezza di avere una visione comune nel diventare una forza paneuropea e richiamando all’unità come punto di forza risolutivo per un progetto evidentemente condiviso.

Ha presentato i Verdi Europei come l’unico partito transnazionale esistente al momento in Europa, e introdotto il programma stilato recentemente a Berlino, nato sulla base dei punti dell’ONU sulla lotta ai cambiamenti climatici. La visione in cui tanta gente tende ad identificare riduttivamente il movimento Verde o il movimento ecologista, è superata da fondamentali parole chiave come sostenibilità, non solo sostenibilità dell’ambiente ma sostenibilità economica, sociale, politica e dei diritti.

Dalla lotta ai cambiamenti climatici deve discendere un nuovo modello politico ed economico, che sarà il modello del futuro. Il progetto di conversione ecologica dei sistemi produttivi, sarà il modello vincente se cerchiamo di guardare al futuro. Sono dunque necessarie politiche fiscali nella direzione di colpire chi produce la CO2, argomento su cui l’Europa deve presentarsi forte e coesa.

Collegandosi agli interventi che l’hanno preceduta durante l’assemblea di Volt, la Grandi, sottolinea il valore delle donne: un valore ancora da scoprire, una potenzialità non ancora ‘sfruttata’ e non completamente compresa come dimostra, ad esempio, la differenza salariale.

In conclusione, introduce i temi di migrazione e diritti. Innanzitutto dei diritti dei lavoratori, diritti ad uno stipendio dignitoso, su cui l’Europa dovrebbe intervenire per contrastare le disparità nazionali e su cui si punterà in un percorso che la vedrà più forte. Sulle migrazioni abbiamo la prova che l’Europa è stata debole fino ad oggi, quando si potrebbero attuare delle politiche di emigrazione legale, di controllo, di facilitazione e di preparazione culturale. I migranti rappresentano un potenziale, una ricchezza, perchè sono popolazioni giovani in un continente che sta invecchiando, ed in questo modo devono essere considerati.

Prendendo spunto dal libro di Grammenos Mastrojeni  ‘Effetto serra, effetto guerra’, la Grandi, illustra chiaramente come i processi di desertificazione (o gli allagamenti, le inondazioni) indotti dai cambiamenti climatici, producano destabilizzazione che a loro volta producono guerra e conducono a nuove ondate migratorie.

L’Onu ci avverte che abbiamo 12 anni di tempo per fermare l’innalzamento della temperatura. Dodici anni per invertire una tendenza che ci consenta di salvare non solo il pianeta, ma per “salvare il pianeta dalle guerre, dalla destabilizzazione, dallo sfruttamento dalla miseria, dalle migrazioni forzate e disperate di gente che sta andando a cercare una vita migliore senza sapere dove come e quando la troverà”.

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