Centrale Nucleare del Garigliano: massima attenzione su programma smantellamento

Smantellato camino centrale nucleare del Garigliano. Massima attenzione per verificare il rispetto del programma. Quell’area deve diventare un parco pubblico della memoria e non il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.
centrale nucleare del garigliano

Smantellato camino centrale nucleare del Garigliano. Massima attenzione per verificare il rispetto del programma. Quell’area deve diventare un parco pubblico della memoria e non il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi.

“Con lo smontaggio del camino, alto oltre 90 metri, della centrale nucleare del Garigliano si fa un passo in avanti importante verso lo smantellamento completo di quell’impianto che gli italiani hanno bocciato con ben due referendum, nonostante i continui tentativi di riportare in Italia la scelta pericolosa e antiambientalista dell’energia nucleare”. Lo hanno detto i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il portavoce regionale, Vincenzo Peretti, che, in più occasioni, sono andati nella centrale nucleare per verificare lo stato dei lavori in corso.

La struttura del camino è stata prima decontaminata al suo interno con un’operazione di scarifica effettuata da un robot, poi si è avviata la “frantumazione controllata”. E, nelle ultime settimane, una volta abbattuta l’altezza della struttura fino a 30 metri, si è proceduto alla demolizione meccanica della parte restante. Al suo posto, sarà installato un’analoga struttura in acciaio di soli 34 metri, che sarà in funzione fino alla conclusione delle prossime attività di decomissioning del sito al confine tra le province di Caserta e Latina.

“Continueremo a monitorare i lavori in corso con l’obiettivo di verificare il rispetto dei tempi e dei progetti per evitare sorprese come quella di veder trasformata la centrale nucleare del Garigliano nel deposito unico nazionale delle scorie nucleari, ipotesi secondo i tecnici della Sogin, società proprietaria dell’impianto, attualmente impraticabile per la presenza del fiume, che ancora oggi però non ha trovato una sua sede definitiva” hanno aggiunto Borrelli e Peretti per i quali “quell’area, una volta liberata dai pericoli di una centrale nucleare dismessa, deve diventare una sorta di parco pubblico della memoria, lasciando anche qualcosa che ricordi la centrale nucleare come monito affinché non si commettano nuovamente gli stessi errori del passato”.

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