CETA: slitta la discussione in Senato, “sine die”

La discussione in Senato del CETA slitta "sine die", ovvero a data da destinarsi. Si tratta di un segnale molto positivo, ma sarà comunque necessario tenere alta l'attenzione sulla questione
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Slitta la discussione in Senato del CETA: il dibattito (di cui vi avevamo parlato qui) sulla possibilità di ratifica da parte dell’Italia del trattato è stato rinviato di fatto senza alcuna data precisa. Si tratta di un segnale forte che fa ben sperare negli intenti di non approvazione del trattato commerciale Europa- Canada, ricordando sempre che anche un solo paese UE non proceda alla ratifica, il CETA non avrà più valore. Il portavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli e la Responsabile Esteri Luana Zanella esprimono con entusiasmo la loro opinione in una nota congiunta in cui fanno presente che: “Le battaglie dei Verdi, della CGIL, delle associazioni degli agricoltori e di tantissime associazioni ambientaliste per rimandare la ratifica del trattato CETA hanno avuto successo, infatti oggi la Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama ha decretato la decisione di esaminare la ratifica del nefasto trattato ‘sine die’ ” .

I due ecologisti proseguono evidenziando quanto l’iter di approvazione del trattato sia avvenuto sotto un silenzio mediatico (ve ne avevamo parlato qui) poco appropriato per una discussione di una materia che tocca materie così sensibili e che entrano, di fatto, non solo nell’economia europea. Gli accordi proposti dal CETA hanno degli effetti che necessitano l’attenta valutazione di ogni singolo stato membro:”Il CETA, il trattato economico Europa-Canada, è stato approvato in tutta fretta e in gran silenzio nei mesi scorsi dal parlamento Europeo, con il voto contrario dei Verdi Europei, a seguito di quella approvazione molti, con in testa il premier Gentiloni, si erano sperticati in complimenti parlando di ‘accordo positivo’ nascondendo la pericolosità per l’ingresso di alimenti contenenti OGM e sostanze chimiche tossiche che ne sarebbe derivato”.

“Ora è importante non mollare. Noi Verdi italiani ed europei ci faremo promotori di una discussione in Europa su come si può accompagnare con le regole adatte un commercio libero e giusto senza danneggiare l’occupazione, l’ambiente, i diritti.”, questa è la conclusione di Bonelli e Zanella. Sarà quindi necessario mantenere alta l’attenzione comunque nei confronti di questo problema, senza dimenticare che purtroppo il CETA è già entrato parzialmente in vigore dallo scorso 21 settembre.

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