Consiglio Federale Nazionale del 9 giugno 2019

Mozione approvata all’unanimità con 1 astenuto al Consiglio Federale Nazionale dei Verdi del 9 Giugno 2019

LA SVOLTA VERDE

Europa Verde alle ultime elezioni europee ha ottenuto un risultato positivo che inverte la tendenza negativa degli ultimi anni, quasi triplicando i voti rispetto alle precedenti elezioni del 2014. Un successo che comunque riverbera il grandissimo successo dei Verdi Europei alla cui grande famiglia i Verdi Italiani appartengono e che è il segno di un mutamento culturale e dell’opinione pubblica, che finalmente sta radicandosi anche in Italia. Sono le giovani e giovanissime generazioni che l’hanno incarnato con il movimento Fridays for Future, sono coloro che sempre più convintamente guardano con speranza e fiducia all’ecologia politica in Italia, ai Verdi. Chi, al contrario, valuta negativamente il risultato elettorale italiano definendolo un flop perché non in linea a quello dei Verdi nei paesi del Nord Europa, esprime un giudizio superficiale e commette un grave errore di valutazione omettendo essenzialmente tre cose:

a) che i Verdi italiani non hanno mai superato nella loro storia il 4%

b) che i Verdi dal 2008 sono fuori dal parlamento italiano ed europeo e che solo negli ultimi anni hanno superato una profonda crisi economica e debitoria riportando i conti in verde, garantendo alla Federazione autonomia e agibilità politica dopo anni bui e difficili. Se oggi possiamo assistere a questa importantissima rinascita è quindi grazie al lavoro di chi non ha mai smesso di credere nel progetto dei Verdi Italiani.

c) che i risultati dei Verdi europei sono storicamente diversi non solo da quelli dei Verdi italiani, ma in generale da quelli degli altri partiti ecologisti del Sud Europa. Esiste infatti una forte differenza di consensi e di radicamento sui territori tra i Verdi del Nord Europa e del Sud Europa: questo gap non riguarda quindi solo l’Italia ma anche paesi come la Spagna, la Grecia, il Portogallo.

d) Che il risultato ottenuto oggi da Europa Verde è stato possibile anche grazie all’esenzione dalla raccolta delle firme ottenuta grazie ad un’intuizione giuridica dei Verdi Italiani alle Europee del 2014 con il ricorso vinto in Cassazione. Luigi Manconi in un articolo su Repubblica, per dare una spiegazione ai risultati dei Verdi nel Nord Europa rispetto a quello italiano, propone l’esempio, calzante, del Kleenex gettato in terra e della diversa reazione che susciterebbe questo gesto in una città italiana rispetto a una del Nord Europa: rassegnazione o indifferenza nella prima, indignazione e azione risolutoria nella seconda. Il lavoro che deve essere fatto in Italia, ed il compito rilevante che spetta a noi ecologisti, è quello di ricostruire un’etica della responsabilità nel paese e nelle istituzioni per portare ad avere rispetto per gli altri, per l’ambiente, per i diritti, per la legalità, per i beni comuni, per il futuro di chi verrà dopo di noi; senza perdere la consapevolezza che il nostro è un Paese che ha legalizzato l’illegalità. Ci sono inoltre alcuni fattori molto specifici che hanno contribuito a non ottenere un risultato elettorale maggiore di quello già positivo ottenuto:

a. L’oscuramento mediatico subito da Europa Verde è stato inaccettabile: nessuna o nessun esponente di Europa Verde è stata/o invitata/o ai contenitori televisivi di approfondimento in fascia di prima serata (salvo un’unica eccezione a Otto e Mezzo) e seconda serata. Stiamo parlando di contenitori che per tutto il periodo della campagna elettorale hanno avuto ascolti complessivi che hanno coinvolto oltre 20 milioni d’italiani. Questo oscuramento ha riguardato indistintamente tutte le reti televisive della Rai, de La7, Mediaset. La prova del danno subito da Europa Verde, che non ha potuto far conoscere il suo programma, che è lo stesso programma dei Verdi di tutta Europa, è data dal fatto che secondo i più autorevoli istituti di sondaggio solo il 30% degli italiani, al momento del voto, era a conoscenza dell’esistenza della lista Europa Verde; mentre almeno il 70% conosceva le altre liste minori.

b. La campagna del voto utile fatta a favore del PD ha certamente inciso su una parte di elettorato che avrebbe sicuramente preso in considerazione il voto a Europa Verde se non fosse stato allarmato dalla preoccupazione che non si potesse superare lo sbarramento.

c. Le polemiche interne, del tutto immotivate, sollevate a metà campagna elettorale sulla formazione delle liste, hanno certamente confuso, disorientato e forse in parte allontanato un elettorato che stava prendendo in considerazione di votare Europa Verde.

d. L’assenza di un forte e capillare radicamento sociale, territoriale; aspetto questo che vediamo essere già in fase evolutiva come dimostrano le migliaia di persone che stanno avvicinandosi ai Verdi chiedendoci di mettere a disposizione tempo, competenze ed entusiasmo.

Subito dopo le elezioni europee l’oscuramento mediatico di Europa Verde, che pure ha ottenuto un risultato elettorale importante, è continuato arrivando al paradosso di trasmissioni e dibattiti incentrati sul perché i Verdi non avessero raggiunto un consenso a due cifre, dibattiti che sono avvenuti tutti con l’assenza dell’interlocutore principale: i Verdi.

Sentire parlare diverse volte Calenda di Verdi e di ecologia senza che ci potesse essere un contraddittorio è un fatto che si commenta da solo. Sono ritornati i vecchi stereotipi: i Verdi che dicono No a tutto, dimenticando che il programma di Europa Verde era ed è lo stesso di quello di tutti i Verdi d’Europa. I No che abbiamo detto sono stati giusti e li rivendichiamo: lo stop al consumo di suolo, il No alle fonti fossili e il Sì alle rinnovabili, lo stop all’uso indiscriminato dei pesticidi il Sì a un’agricoltura contadina, il No all’illegalità e il Sì ai diritti, a una vita sana e all’equità sociale, il No alle politiche di austerity e i Sì alla conversione ecologica. Potremmo continuare parlando di scuola, di formazione, di valorizzazione della cultura e politica delle donne, a cui i Verdi devono molto, ma tutto questo è scritto e spiegato nel programma, nostro, dei partiti verdi europei e dell’European Green Party.

I Verdi quando sono stati al governo hanno ottenuto risultati importantissimi. Uno per tutti: le detrazioni fiscali sul risparmio energetico nelle ristrutturazioni edilizie che hanno portato interventi nel 57% delle abitazioni e prodotto 2 milioni di posti di lavoro. Ma possiamo ricordare, dal 1987 in poi, la legge sui parchi, la legge sulla fauna, la legge sull’assetto idrogeologico, la legge sulle energie rinnovabili, la legge sui rifiuti, le leggi sulle piste ciclabili, sull’agricoltura, sulle medicine complementari e molte altre iniziative che non sarebbero mai state approvare senza l’apporto determinante e positivo dei Verdi, comprese le leggi sui diritti delle donne e sull’abolizione in Costituzione della pena di morte, che era ancora prevista nell’art. 27.

Ma veniamo al futuro, che sarà sempre più verde perché sappiamo bene che solo il nostro progetto politico sarà quello in grado di assicurarlo: un futuro di sostenibilità ambientale, economica, sociale e culturale. Come Europa Verde per la campagna elettorale abbiamo speso solo 30.000 euro, ecco perché è importante lanciare una campagna di crowdfunding per moltiplicare l’investimento nella comunicazione e nelle campagne sui social. Ora ci aspetta una sfida importante nei prossimi mesi, ovvero fare quello che storicamente non si è mai riusciti ad ottenere: superare il 3% e tornare nel Parlamento Italiano. Per raggiungere questo obiettivo la Federazione dei Verdi deve lavorare con Europa Verde per un traguardo comune, parlare a tutti i cittadini, e non perseguire l’obiettivo di fare la sinistra, perché la nostra missione è quella di rendere la questione ecologica, che è anche una grande questione sociale, un tema centrale nella società italiana. I Verdi ed Europa Verde devono essere una forza che mette i temi della giustizia ambientale e sociale al centro della società italiana, in grado di indicare le soluzioni per dare una risposta all’emergenza climatica e per uscire dalla crisi ambientale che è anche sociale ed economica. Deve essere alleata della scienza e dell’innovazione tecnologica, costruire confronti con il mondo delle imprese per rendere desiderabile e conveniente la conversione ecologica e fare della lotta alla povertà e della difesa degli ultimi la priorità della sua azione politica e programmatica. I provvedimenti legislativi approvati dal governo Lega-M5S come i decreti Sblocca Cantieri, Crescita, le norme sui fanghi tossici, su Ilva, Tap, il Piano Energia e Clima, che non rispetta gli accordi Onu di Parigi, rappresentano una minaccia per l’ambiente, il Decreto Sicurezza e Sicurezza Bis un attacco agli ultimi, ai più poveri e ai migranti, mentre le proposte di legge del senatore Pillon un attacco indecente ai diritti delle donne. Riteniamo che Europa Verde debba aprire una nuova fase dell’ecologa politica italiana, puntando soprattutto sui giovani che, sulla strada segnata da Greta Thunberg stanno dando alla politica messaggi fortissimi, ma anche sulle donne e gli uomini delle generazioni adulte che credono sia arrivato il momento di agire, per costruire un punto di riferimento e di aggregazione per chi chiede giustizia sociale e ambientale, dare una risposta alla crisi economica e dei valori e costruire un’alternativa alla svolta autoritaria che sta subendo l’Italia.

Bisognerà lavorare sui territori condividendo contenuti e progetti, iniziative e percorsi formativi. Per questi motivi proponiamo che, oltre al ruolo essenziale della Federazione dei Verdi, si preveda un gruppo di lavoro aperto di Europa Verde, per promuovere le proposte ecologiste su tutto il territorio nazionale, costruire il necessario radicamento sociale e territoriale, coerente con i principi e i valori dei Verdi e dell’ecologismo, partendo dal programma delle elezioni europee ma prestando grande attenzione ai trasformismi dell’ultima ora. Europa Verde si deve impegnare a spiegare alla popolazione il suo programma ed avviare una serie di consultazioni con il mondo delle imprese, dei sindacati, delle associazioni ambientaliste, del terzo settore, delle Ong e del mondo delle informazioni per illustrare e condividere la sua proposta politica. Partiamo da Europa Verde, un simbolo che racconta in due parole il nostro progetto: europeista e verde.

 

MOZIONE ASSEMBLEE

Il Consiglio Federale nazionale dei Verdi, riunito a Roma l’8 giugno 2019, su proposta dell’Esecutivo nazionale approvata nella sua riunione del 4 giugno u.s.,

DECIDE

che le Federazioni regionali, provinciali e le associazioni locali, in regola e/o commissariate, che non hanno ancora provveduto al rinnovo degli organismi, devono svolgere le proprie assemblee elettive tra il 15 settembre e il 15 ottobre 2019, sulla base del tesseramento 2018 con l’aggiunta dei nuovi aderenti al 15 luglio 2019, così come risultano alla Federazione nazionale.

Si intende così modificato, in via transitoria, l’art.6 delle “Norme Regolamentari sulle adesioni”.

Il Consiglio Federale nazionale posticipa, inoltre, al 15 luglio 2019, la data entro cui le adesioni (ordinarie) devono pervenire alla Federazione nazionale affinchè sia riconosciuta alle rispettive Federazioni regionali una quota di ristorno pari al 50% (10 euro).

 

MOZIONE BILANCIO

Il Consiglio Federale nazionale riunito a Roma l’8 giugno 2019, sentita la relazione del Tesoriere nazionale e il successivo dibattito, approva il bilancio consuntivo 2018, la nota integrativa e la relazione sulla gestione della Federazione dei Verdi


MOZIONI IN FORMATO PDF

Mozione Assemblee

Mozione Europa Verde

Mozione Bilancio

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