Diritti Umani: Conte li celebra ma suo governo li attacca

Conte avrebbe dovuto tacere oppure avrebbe potuto annunciare un cambio di rotta del suo Governo, nel senso di una gestione del fenomeno migratorio teso all'integrazione e alla tutela dei diritti umani dei rifugiati in completa controtendenza rispetto a quanto dimostrato finora. Le affermazioni retoriche e plateali se non corrispondono a fatti concreti lasciano il tempo che trovano.
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“Apprezziamo che il Premier Conte abbia voluto ricordare che oggi celebriamo i settant’anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, una dichiarazione che pone al centro la persona, la sua dignità e la sua libertà, contro ogni forma di discriminazione e di ingiustizia. Ma ci domandiamo come questo annuncio si possa conciliare con l’atteggiamento del suo Governo che non rispetta assolutamente i diritti delle migliaia di persone che affrontano traversate pericolose, dolorose e spesso mortali per scappare da guerre, povertà e cambiamenti climatici che rendono le loro terre invivibili, a maggior ragione oggi che l’Italia ha disertato la conferenza di Marrakech e la sottoscrizione del Global Compact.” Scrivono in una nota i co-portavoce dei Verdi Matteo Badiali ed Elena Grandi.

“Ricordiamo a Conte che il rapporto di Amnesty International diffuso in queste ore denuncia che ‘In Italia c’è una gestione repressiva dei migranti e attacco ai diritti umani’ e spiega anche che a monte di questo c’è una retorica xenofoba e la pratica di sgomberi forzati, senza offrire alternative. Il governo Conte, secondo Amnesty, ha continuato ad a ostacolare lo sbarco in Italia di centinaia di persone salvate in mare, infliggendo loro ulteriori sofferenze e minando il funzionamento complessivo del sistema di ricerca e salvataggio marittimo”, aggiungono. “Le parole hanno un senso, soprattutto se non sono seguite da fatti conseguenti. Per questo crediamo che Conte, oggi, abbia perso un’occasione. Avrebbe dovuto tacere oppure avrebbe potuto annunciare un cambio di rotta del suo Governo, nel senso di una gestione del fenomeno migratorio teso all’integrazione e alla tutela dei diritti umani dei rifugiati in completa controtendenza rispetto a quanto dimostrato finora. Le affermazioni retoriche e plateali se non corrispondono a fatti concreti lasciano il tempo che trovano.” Concludono Badiali e Grandi

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