È ora di passare alle energie rinnovabili: eolico in mare e riviera solare

Abbiamo bisogno di progetti concreti per l’avvio di un’era post-combustibili fossili. E ne abbiamo bisogno al più presto.

Oggi siamo stati presenti al presidio di Legambiente, in via Gulli, 182 a Ravenna, per ribadire il nostro dissenso nei confronti di un uso sconsiderato delle energie fossili, promosso dalla Offshore Mediterranean Conference di Ravenna.

Nei primi anni ‘80, i Verdi e gli ecologisti riuscirono a risparmiare alla città di Ravenna la costruzione di una centrale a carbone, preferendo il gas naturale come tappa intermedia del cammino verso le energie rinnovabili. A quasi quarant’anni di distanza, i promotori di OMC Ravenna continuano ancora a parlare di petrolio e gas come supporto a una transizione di cui non esiste alcun progetto.

Interessante, in questo senso, è stata l’idea presentata un decennio fa dal nostro assessore Cesarino Romani per l’impiego dell’energia eolica tramite l’installazione di una Wind Farm nel Mare Adriatico davanti alle coste Emiliano Romagnole. Noi pensiamo a un piano per rendere la riviera adriatica la prima riviera al mondo ad energia solare grazie all’installazione sistematica di collettori per la produzione di acqua calda e di pannelli fotovoltaici.

Abbiamo bisogno, in buona sostanza, di progetti concreti per l’avvio di un’era post-combustibili fossili. E ne abbiamo bisogno al più presto. Siamo stanchi di guardare le trivelle dalle nostre spiagge, di vedere queste ultime ‘mangiate’ dal mare, anno dopo anno, centimetro dopo centimetro: una situazione che finirà per danneggiare seriamente il turismo balneare e l’economia stessa della riviera.

Siamo convinti che solo un serio piano di riconversione del settore a favore delle rinnovabili possa garantire una stabilità duratura, anche dei livelli occupazionali. Proprio in questi giorni, abbiamo appreso dal focus realizzato dal Censis per Confcooperative che la green economy ha attualmente un valore del 2,4% del Pil: attardarsi a difendere le energie fossili, oltre ad aggravare i pesanti fenomeni legati al cambiamento climatico, non impedirà la crisi di un settore obsoleto, già disertato da grandi fondi di investimento, come quello sovrano della Norvegia.

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