Ecco come la politica legalizza i veleni

La magistratura fa le inchieste e il Parlamento legalizza i veleni. In Italia purtroppo con  le scorie e i veleni si fanno tanti soldi ma si attenta alla salute dei cittadini e all'ambiente.
Ilva Veleni
La magistratura fa le inchieste e il Parlamento legalizza i veleni. In Italia purtroppo con  le scorie e i veleni si fanno tanti soldi ma si attenta alla salute dei cittadini e all’ambiente. Da tempo noi Verdi denunciamo l’uso improprio delle scorte derivanti dalle produzioni dell’Ilva e di tante altre attività di industrie insalubri ma nel 2015 il ministro Galletti ha emesso l’ennesimo provvedimento contro l’ambiente, con il comma 2-ter all’art. 4 nella legge 20 del 4/3/2015, proposto bipartisan da un parlamentare del PD e uno del centrodestra.” Scrive in una nota il coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli, che spiega:
“Una norma che prevedeva l’utilizzo delle scorie d’acciaieria dell’Ilva di Taranto sotto le strade, nelle massicciate ferroviarie, come materiale di riempimento per le bonifiche e addirittura i recuperi ambientali. senza effettuare il test di cessione degli inquinanti. L’inchiesta che oggi ha iscritto 31 persone della centrale Enel Federico II di Cerano a Tuturano, della Cementir Italia spa di Taranto e i parchi loppa d’altoforno dell’Ilva nel registro degli indagati per i reati di traffico illecito di rifiuti e attività di gestione di rifiuti non autorizzata, dimostra che i nostri allarmi erano giustificati.”
“Ma grazie a quella norma – conclude Bonelli – oggi molti processi sono a rischio e molte inchieste rischiano di essere indebolite. Come sempre, in Italia, la difesa della salute dei cittadini passa in secondo piano se ci sono da salvaguardare gli interessi dei grandi inquinatori e si arriva al paradosso che l’autostrada Brebemi, secondo il sostituto procuratore antimafia Roberto Pennisi, sia stata fatta al solo scopo di interrare rifiuti”
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