Per il governo italiano l’emergenza climatica non esiste

Grandine che ricopre i campi e le strade come se fosse neve dopo che un’ora prima la temperatura era a 35 gradi, è accaduto in Basilicata come in Piemonte,...

Grandine che ricopre i campi e le strade come se fosse neve dopo che un’ora prima la temperatura era a 35 gradi, è accaduto in Basilicata come in Piemonte, fiumi che straripano e città allagate, mentre ieri il consiglio d’Europa convocato per raggiungere un accordo sulla questione clima fallisce per l’opposizione dei paesi di Visegrad che sono gli alleati di Salvini.

Non smetterò mai di dirlo: il governo italiano odia il futuro, troppo preso a difendere gli egoismi e a supportare la propaganda elettorale di Salvini. Non c’è nessuna assunzione di responsabilità riguardo alla crisi climatica che stiamo vivendo e proprio alcuni giorni fa la Commissione europea ha richiamato l’Italia perché il suo Piano Energia e Clima non rispetta gli obiettivi su energie rinnovabili, riduzione gas serra e risparmio energetico.

La situazione in Groenlandia

Prendiamo ad esempio lo scioglimento dei ghiacciai, in questi giorni in Groenlandia, che ospita la seconda calotta di ghiaccio più imponente del pianeta: tra il 2010 e il 2018 ha perso ben 286 miliardi di tonnellate di ghiaccio, una quantità mostruosa, circa sei volte di più rispetto alla perdita stimata tra il 1980 e il 1990, determinando un innalzamento globale del livello dei mari di circa 14 millimetri, metà dei quali registrati solo negli ultimi otto anni.

Per il Governo italiano l’emergenza climatica non esiste

Per Salvini e Di Maio, l’emergenza climatica non esiste: l’Italia frana, si allaga, le spiagge scompaiono a causa dell’erosione, le persone muoiono a causa di questi eventi che hanno trasformato il nostro in un clima tropicale. Dovrebbe essere questa la vera questione di sicurezza nazionale ma non lo è.  C’è un’irresponsabile inadeguatezza della politica e delle istituzioni a dare una risposta alla sfida epocale rappresentata dal cambiamento climatico e tutto questo verrà pagato dalle generazioni future in nome della permanente propaganda elettorale. Perché a differenza che nel resto d’Europa, in Italia l’ecologia non è priorità per la politica.

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