Energia: Governo non comprende urgenza cambiamento climatico

La SEN approvata questa mattina non tiene conto dei cambiamenti climatici, bene eliminazione carbone, ma bisogna puntare su altra energia
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“La SEN così come è stata approvata questa mattina contiene una unica novità: l’uscita dell’Italia dal Carbone nel 2025, che è sicuramente una importante vittoria di chi, come noi Verdi e le associazioni ambientaliste, chiedevamo questo impegno minimo. Ma se l’alternativa è trasformare l’Italia in un HUB del gas, anziché diventare un polo innovativo in Europa per le rinnovabili, seguendo le indicazioni della Unione Europea, c’è qualcosa che non quadra. Tra l’altro se si continua ad investire su energia da gas si sottraggono preziose risorse alle rinnovabili. Sembra che il Governo non comprenda l’urgenza dovuta ai cambiamenti climatici. Per il resto si tratta di una serie di enunciazioni da parte del Governo che, pur avendo aperto nei mesi scorsi alle osservazioni di associazioni e scienziati, non ha concretamente recepito nessuna delle idee proposte, salvo portare dal 27%al 28% la quota delle rinnovabili, un obiettivo minimo e non al passo di un Paese che si propone di raggiungere gli impegni di Parigi.” Scrivono in una nota la Co-Presidente del Partito Verde Europeo Monica Frassoni e il Coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che spiegano:

“Ad esempio Calenda e Galletti hanno ribadito che per il governo le priorità sono le infrastrutture, senza indicare però in quale direzione e senza chiarire che una vera strategia energetica ha bisogno di partire dalla mobilità sostenibile, pubblica e privata, con necessità di risorse reali e non di spiccioli. Quando i ministri sostengono che sullo sviluppo della mobilita’ sostenibile “non vogliamo fare una rottamazione alla vecchia maniera” lo dicono perchè la FCA non vuole fare l’auto elettrica? In questa maniera, invece di governare i cambiamenti futuri, si accetta che la più grande industria automobilistica nazionale sia la zavorra all’innovazione tecnologica ed energetica.”
“E quando Galletti parla di cinque milioni di auto elettriche al 2030, ci vuole spiegare come sarà possibile senza incentivi, né colonnine, né investimenti nella ricerca per non dover continuare a pagare salate le tecnologie importate?”

“Noi siamo convinti – proseguono i Verdi – che la SEN, per essere adeguata agli obiettivi di Parigi, dovrebbe prevedere un Piano 100% rinnovabile per l’energia che indichi i tempi e modi per l’uscita dalle fonti fossili (non solo carbone ma anche petrolio e gas) nei settori elettrico e trasportistico (pubblico e privato) e con un calendario annuale dettagliato e una pianificazione della sostituzione delle fossili con rinnovabili reali (intese quindi primariamente come solare termico, fotovoltaico, eolico, geotermico a bassa entalpia e l’energia dalle maree). Ma anche una Pianificazione obbligatoria e incentivata dell’elettrificazione nei trasporti pubblici e privati e nei porti, con eliminazione progressiva entro il 2035 dei motori a combustione interna ai fini di efficienza energetica e di taglio degli inquinanti, incentivi ai sistemi di multi-sharing e ai sistemi di storage e alle colonnine elettriche ed elettrificazione delle banchine dei porti.”

“Inoltre – concludono Frassoni e Bonelli – un Piano nazionale per l’efficienza energetica attraverso misure obbligatorie e incentivi a favore dell’isolamento e del miglioramento energetico degli edifici pubblici e privati. Infine un Piano nazionale per la riduzione delle emissioni in agricoltura, l’eliminazione degli incentivi alle fonti fossili ed incentivi alla ricerca scientifica e all’innovazione finalizzati sia allo sviluppo di nuove tecnologie e materiali legati alle rinnovabili e allo storage.”

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