GAL Valli Savonesi: quel sistema informatico che impedisce l’accesso ai Fondi Europei

Il flebile canto del “GAL-Valli Savonesi”. Preoccupazione dei “Verdi” circa il destino dei finanziamenti europei FESR. Perché non funziona il sistema informatico?

 Il flebile canto del “GAL-Valli Savonesi”. Preoccupazione dei “Verdi” circa il destino dei finanziamenti europei FESR. Perché non funziona il sistema informatico?

I finanziamenti europei FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) per il PSR (Piano di Sviluppo Rurale) nel periodo 2014-2020 rimangono in larga parte dormienti.

Quando si potrà disporre del Sistema Informatico dell’AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) al fine di poter eseguire tutti gli adempimenti per utilizzare le somme già stanziate?

Sembra certo che vi siano ritardi  dovuti alla complessità nella predisposizione delle domande, nella modalità di attribuzione dei punteggi, ecc.

Il GAL -Valli Savonesi (Gruppo di Azione Locale che comprende ben 51 Comuni in provincia di Savona)  nel novembre dello scorso anno era stato ammesso ai finanziamenti regionali provenienti da FESR su tre settori di intervento strategico (8,5 milioni di euro). Ma negli stessi giorni l’Assessore Regionale all’Agricoltura accennava a  “difficoltà di inserimento delle domande per l’accesso ai bandi sulla piattaforma informatica del SIAN (Sistema Informatico Agricolo Nazionale di AGEA), difficoltà che rendono particolarmente lento e complesso il completamento delle procedure richieste dal sistema”.

A tutt’oggi, secondo i nostri dati, permangono gli ostacoli che bloccano l’utilizzo di questi fondi europei.

Vogliamo ricordare che i finanziamenti europei partirono nel 2014 per tutti gli stati dell’Unione e oggi siamo già a metà  2017. Molte nazioni sono più avanti di noi ( dati ufficiali 13/4/2017 della “Commissione Europea, Confronto tra gli stati membri 2014-2020”).

Questi partner europei hanno forse tecnici informatici più bravi dei nostri?

La realtà è preoccupante: se entro il 2018 (prossimo anno) i bandi non saranno perfezionati, sarà estremamente difficile utilizzare le quote non impegnate che, con tutta probabilità, verranno definitivamente perse con danni sociali incalcolabili.

Secondo noi è proprio ora che suoni qualche sveglia per i responsabili delle procedure (anche a livello politico regionale e nazionale), tenuto conto dei gravi problemi relativi alla disoccupazione giovanile e ai rischi di degrado del territorio.

Ricordiamo brevemente i programmi presentati lo scorso luglio (è passato quasi un anno) dal “GAL- Valli Savonesi” su tre settori di intervento strategico: turismo sostenibile, lotta al dissesto idrogeologico e recupero produttivo dei terreni agricoli.

L’obiettivo è quello di realizzare un ambito territoriale in cui gli abitanti siano messi in grado di governare un processo di sviluppo rurale sostenibile, ottenere un rapporto equilibrato tra attività umane e ambiente, promuovere un processo virtuoso capace di valorizzare l’unicità del patrimonio agro-alimentare, naturale e culturale dell’entroterra savonese.

In altre parole, un modello di sviluppo teso a coniugare occupazione giovanile e qualità della vita.

Gestire razionalmente il territorio vuol dire adottare tutti i sistemi capaci di fronteggiare gli eventi meteo estremi (sono attualissimi i problemi relativi ai mutamenti climatici).

Riteniamo a questo punto doveroso rivolgere un appello alle forze politiche locali e a quelle che hanno responsabilità regionali (Assessorato all’Agricoltura-Parchi e Biodiversità-Sviluppo dell’entroterra) e nazionali (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) affinché si attivino in modo da consentire la piena realizzazione dei programmi  “GAL -Valli Savonesi”.

Il Portavoce dei “Verdi” della provincia di Savona,

Gabriello Castellazzi

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