Per garantire un sereno futuro al Paese serve una conversione ecologica

Si sta sviluppando un interessante dibattito sulle prospettive di una formazione ecologista nel nostro Paese a cui vorrei dare il mio modesto contributo.
La conversione ecologica nel Paese
Si sta sviluppando un interessante dibattito sulle prospettive di una formazione ecologista nel nostro Paese a cui vorrei dare il mio modesto contributo.
In primo luogo ritengo che sia necessario sciogliere ogni ambiguità poiche’ l’obiettivo finale della nostra azione politica deve rimanere la “conversione ecologica dell’economia” come teorizzata da Alexander Langer con tutte le proprie implicazioni sotto il profilo del mutamento degli stili di vita, della necessità di una Europa federata e soprattutto di una diversa visione della crescita, che non può essere un mero dato economico ma deve incidere pure sui rapporti sociali e culturali.
E’ inutile in questa sede elencare le misure assunte dai governi di centrosinistra in particolare con il ministro dell’ambiente verde e tutto ciò che in questi anni abbiamo proposto per invertire la rotta italiana e garantire un sereno futuro a questo Paese poiche’ ci è già noto.
Io credo che sia in primo luogo ora di agire pure sui principi generali poiche’ stiamo vivendo un periodo oscuro in Europa in cui forze reazionarie, razziste e fasciste stanno progressivamente riemergendo.
Proverò a fare un elenco non esaustivo di alcuni principi generali:
  1. In primo luogo occorre che a fondamento della convivenza civile venga assunto senza alcuna discussione il 25 aprile come data che portò alla definitiva sconfitta delle forze nazifasciste e all’affermazione della Repubblica e della democrazia nel nostro paese. Parrebbe un dato scontato ma il risorgere di forze dichiaratamente fasciste e neo – naziste nonche’ di oscure azioni razziste impone fino in fondo la riaffermazione dei valori costituzionali ;
  2. La data suddetta rappresentò per molte persone la conclusione della lotta risorgimentale portando a compimento il processo repubblicano cominciato il 9 febbraio 1849 con la nascita della gloriosa Repubblica Romana e poi interrottosi per molte ragioni fra cui l’affermazione della Monarchia Sabauda;
  3. Richiamarsi ai valori della Repubblica Romana vuole dire innanzitutto fare riferimento al suo fondatore Giuseppe Mazzini, che pose sempre alla base della propria azione politica la necessità che ogni Italiano e ogni Italiana potesse svolgere liberamente i propri doveri intesi come assunzione delle proprie responsabilità, vivendo in una comunità solidale, che poteva avere anche idee diverse ma era coesa sui valori di fondo (democrazia, libertà,…) .Soprattutto la comunità fondava sulla cultura e sulla lunga storia artistica italiana  proprio le ragioni profonde del proprio essere uno stato;
  4. Questo stato unito ma anche profondamente decentrato a livello comunale e con una società civile sviluppata, poiche’ il concetto di sussidiarietà orizzontale venne in qualche modo teorizzato proprio da Mazzini, doveva vivere insieme agli altri popoli d’Europa in un rapporto fraterno.Tale scelta portò da un lato alla nascita della Giovane Europa e dall’altro decenni dopo alla scrittura del Manifesto di Ventotene e in misura minore della Dichiarazione di Chivasso ,che potrebbero costituire elementi di una futura visione europea verde ,laica ed ecologista;
  5. A questo punto ogni persona di buon senso deve fare un esame di coscienza e capire che dinanzi al cambiamento climatico in atto l’assunzione delle proprie responsabilità deve portare ,come già teorizzava in un diverso contesto Mazzini, ad una crescita individuale e collettiva attraverso l’attivazione di diversi personali stili di vita ma anche di misure generali volte alla tutela della biodiversità e secondo quanto è anche scritto nella Laudato Sii,che chiama credenti e non ad un impegno sociale per la pace, la democrazia e la lotta per i diritti umani.
In queste brevi note ho provato a collegare il pensiero laico di Mazzini e poi di Rosselli, Gobetti, Galimberti,….a quello di Langer e di altre ed altri pensatori ecologisti.
Si tratta di uno spunto, che dovrebbe essere implementato ma che potrebbe segnare una nuova via per una diversa visione ideale dell’Italia e dell’Europa.
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