Glifosato: Italia segua esempio francese anticipando lo stop

Il consiglio degli Stati Membri ha rinnovato la licenza per altri cinque anni per prodotti a base di Glifosato, il principale componente tossico del pesticida di casa Monsanto
glifosato pesticida

Nonostante i Monsanto Papers, nonostante il fatto che l’OMS lo abbia definito come sostanza “probabilmente cancerogena per gli esseri umani”, ma anche che l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) l’abbia definita “non cancerogena”, gli Stati Membri, riuniti in un comitato d’appello lunedì  hanno votato a favore della proposta dell’esecutivo europeo ovvero di rinnovare la licenza per il glifosato  (il principale componente del pesticida RoundUp di cui vi abbiamo parlato qui). Nove paesi tra cui l’Italia insieme Francia, Belgio, Grecia, Ungheria, Cipro, Malta, Lussemburgo e Lettonia si sono opposti, diciotto paesi hanno votato a favore e  il Portogallo si è astenuto.

In proposito è intervenuto l’eurodeputato Marco Affronte (Verdi europei) che afferma: “Il rinnovo della licenza del glifosato e’ “un momento molto triste, in cui e’ evidente che la voce dei cittadini sia sempre meno ascoltata in Europa”. Questo è commento sull voto dei Paesi Ue che ha dato il via libera alla nuova autorizzazione dell’erbicida per cinque anni .
“Cosi’ non si fa altro che allontanare sempre di piu’ le istituzioni dalla popolazione. Il Parlamento europeo aveva votato la proposta di una fase di uscita di 5 anni, una cosa radicalmente diversa rispetto ad un rinnovo”, conclude Affronte.

Il Coordinatore dei Verdi Italiani Angelo Bonelli chiede a questo punto di intervenire a livello nazionale: “Nonostante la maggioranza dei governi dell’Unione europea oggi abbia votato il rinnovo dell’autorizzazione per cinque anni del Glifosato l’Italia anticipi il provvedimento restrittivo ponendosi all’avanguardia nelle politiche di sicurezza alimentare in Europa come annunciato dal Governo francese.”

Come vi avevamo già accennato in precedenza, (qui), il gruppo dei Verdi ha iniziato una raccolta di firme tra gli eurodeputati per istituire una commissione di inchiesta sulla vicenda.

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