I dati ISPRA sulle città mostrano un quadro spaventoso: è ora di agire

Ieri l'ISPRA ha presentato il suo Rapporto Qualità dell'ambiente urbano ed il quadro che ne emerge non è confortante in termini di inquinamento, dissesto idrogeologico e consumo di suolo.
inquinamento da smog
Ieri l’ISPRA ha presentato il suo Rapporto Qualità dell’ambiente urbano ed il quadro che ne emerge non è confortante: ancora troppe città superano il livello di inquinamento da polveri sottili previsti per legge, si continua a consumare suolo provocando gravi danni all’ecoosistema ed aumenta il rischio di dissesto idrogeologico a livello nazionale. Alla luce di questi dati sono intervenuti i Coportavoce dei Verdi Elena Grandi e Matteo Badiali che hanno dichiarato:

“Il Governo deve immediatamente mettersi a lavoro per tutelare territorio, e persone, alla luce dei dati rilevati dal rapporto ISPRA su consumo di suolo e dissesto idrogeologico troviamo la drammatica conferma che non si sta facendo abbastanza. Bisogna agire concretamente con un piano di contrasto al dissesto idrogeologico, prendere misure efficaci per fermare la cementificazione ed attuare una transizione ecologica che punti alla riduzione delle emissioni e dei particolati inquinanti che ogni anno costano la vita ad oltre 90.000 persone”.


“I dati presentati oggi dall’ISPRA – spiegano –  ci restituiscono un quadro complessivo spaventoso: da nord a sud del nostro Paese ci sono 19 città che sforano troppo spesso i limiti di PM10 previsti dalla legge. Inoltre i Comuni italiani sono sempre più cementificati, dato che ha un costo annuo in termini di perdita dei principali servizi ecosistemici valutato tra i 215 e i 270 milioni. Di questi 30 milioni vengono persi solo a Roma, mentre Milano e Napoli riescono a fare persino peggio considerando la percentuale di suolo consumato. Se consideriamo invece il rischio di dissesto idrogeologico il 3,6% delle città, in cui vivono 190 mila abitanti, rientra nelle classi a maggiore pericolosità per frane. I valori salgono al 17,4%, superando anche la media nazionale del’8,4%, se si parla di probabilità di alluvioni.”



“Non si può più tergiversare, far finta che ‘va tutto bene’ – concludono gli ecologisti –  perché questi dati ci dicono il contrario. Non ci si può più rendere conto che ‘forse qualche problema c’è’ solo quando si è davanti all’irreparabile e si cercano ‘pezze’ da metterci su che non risolvono la situazione. Bisogna cambiare passo, smetterla di fare mera propaganda e portare la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza dei cittadini al centro del dibattito politico, prendendo contromisure efficaci e lungimiranti.”
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