I Verdi a Napoli hanno raccolto oltre 4000 firme per chiedere l’arresto dei parcheggiatori abusivi

La questione dei parcheggiatori abusivi a Napoli è una di quelle battaglie che il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il consigliere dei Verdi Marco Gaudini stanno portando avanti da molto tempo
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La questione dei parcheggiatori abusivi a Napoli è una di quelle battaglie che il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il consigliere dei Verdi Marco Gaudini stanno portando avanti da molto tempo. Come possiamo ricordare, i primi giorni del mese di luglio, proprio Borrelli aveva subito un pestaggio perpetrato proprio da un parcheggiatore abusivo, il proprietario e i camerieri di un locale del capoluogo campano che erano soliti utilizzare il parcheggiatore abusivo nei pressi del proprio locale. Borrelli però non si è fatto intimidire, ha deunciato l’accaduto immediatamente e ha dato il via ad una raccolta firme per chiedere una legge in cui sia previsto l’arresto per i parcheggiatori abusivi.

“La migliore carica per andare avanti nella nostra battaglia contro i parcheggiatori abusivi è quella che ci hanno dato le tante persone che, questa mattina, hanno partecipato alla raccolta di firme straordinaria organizzata a ridosso della Prefettura di Napoli a sostegno della petizione che abbiamo avviato per chiedere una riforma legislativa che introduca l’arresto per i parcheggiatori recidivi. Tra la petizione on line e le firme raccolte dal vivo oramai abbiamo superato le 4.000 persone a sostegno della nostra iniziativa”. Queste le dichiarazioni di Borrelli e Gaudini .

Borrelli aggiunge: “In questi giorni, soprattutto dopo l’aggressione e il danneggiamento dello scooter, in tanti mi hanno manifestato solidarietà e si sono detti pronti a sostenere le nostre battaglie, e quella di stamattina era una prima occasione per dimostrare che siamo davvero in tanti quelli che vogliamo liberare Napoli e le altre città dai parcheggiatori abusivi” e poi ha illustrato la versione aggiornata del dossier consegnato nei mesi scorsi alla Procura della Repubblica, alla Prefettura e al comandante della Polizia municipale di Napoli.

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