I Verdi non aderiscono al manifesto di Calenda, ecco perchè

Di seguito il comunicato dei Verdi italiani in merito alla questione dell'adesione al manifesto per le prossime elezioni europee promosso dall'ex Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Sono spiegate le ragioni che portano i Verdi a non aderire a questo progetto decidendo di restare autonomi. 
manifesto di calenda ilva

Di seguito il comunicato dei Verdi italiani in merito alla questione dell’adesione al manifesto per le prossime elezioni europee promosso dall’ex Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Sono spiegate le ragioni che portano i Verdi a non aderire a questo progetto decidendo di restare autonomi.

“Come Verdi ribadiamo che non abbiamo nessuna intenzione di aderire al Manifesto di Calenda. Per più di un motivo. Sicuramente, considerato il momento storico, c’è la necessità che scendano in campo forze fortemente europeiste, ma con basi e presupposti diversi dal gruppo variegato che vuole mettere in piedi l’ex Ministro dello Sviluppo Economico. Per noi l’Europa deve cambiare nella direzione dello sviluppo sostenibile, crediamo sia necessario che il modello europeo vada rivisto sotto un’ottica ecologista non solo nei confronti dell’ambiente, ma anche dell’ecologia della persona e della società con delle solide basi etiche.” Così in una nota i portavoce nazionali dei Verdi Elena Grandi e Matteo Badiali, che spiegano:
“Tra l’altro, l’appello del PD è lanciato proprio da colui che per primo ha trattato per l’immunità penale per gli acquirenti dell’ILVA sui reati contro l’ambiente. Per non parlare poi del suo essere favorevole alle trivellazioni e all’utilizzo delle energie fossili.”
“Non ci sono quindi i presupposti – proseguono i Verdi – per aderire ad un progetto che non guardi alla tutela dei territori in cui viviamo e che non metta tra le sue priorità quello di una conversione ecologica. Noi crediamo a un Green New Deal per rilanciare la Green Economy e produrre nuovi  posti di lavoro, che migliori la qualità della vita dei cittadini e la loro salute, e crediamo nella cooperazione e nella solidarietà. Vogliamo che l’UE sia un luogo accogliente, democratico e sicuro nel rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi di cui siamo parte. Per noi nessuno deve essere lasciato indietro.”

“L’antidoto al sovranismo in tutta Europa sono i Verdi, non basta solo  lanciare bei proclami ideologici pro europeisti, ma servono programmi concreti per cambiare le cose, idee nuove e sostenibili che possano restituire ai cittadini quella fiducia che manca nella buona politica e nei valori democratici. Questo è quello che noi come Verdi vogliamo e che non vediamo così forte nel Manifesto di Calenda, per noi è necessario creare un fronte ecologista europeo.” Concludono Grandi e Badiali.

Angelo Bonelli, dell’Esecutivo Nazionale dei Verdi, in merito alla questione del listone unico  aggiunge: “Sul no alla lista unica hanno ragione sia Enrico Letta che Emma Bonino e aggiungo che sarebbe un grande regalo alle forze sovraniste e anti Europa. Sarebbe quindi auspicabile che nei prossimi sondaggi non vengano inseriti i verdi nel listone Calenda”
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