Il Governo non colpisca il Terzo Settore

Il Governo giallo nero non si rende conto di quanto enti ed associazioni no profit rappresentino la spina dorsale del welfare in Italia
Terzo settore
“Tra i molti gravi danni prodotti da una manovra finanziaria che pensa solo a raccogliere danaro per il reddito di cittadinanza, c’è quello che colpisce il Terzo Settore con drammatici  tagli. Il Governo giallo nero non si rende conto di quanto enti ed associazioni no profit rappresentino la spina dorsale del welfare in Italia. La sussidiarietà è un concetto che evidentemente per Salvini e Di Maio conta poco e niente.” Così in una nota Matteo Badiali ed Elena Grandi, coportavoce dei Verdi Italiani che proseguono: “Il Terzo Settore, che da anni chiede inutilmente di potere essere parte attiva nei processi di formazione di leggi e normative che lo riguardano, non si è mai visto riconoscere appieno il suo ruolo insostituibile nell’assistenza ad anziani, disabili, categorie vulnerabili, donne maltrattate, minori in difficoltà; nei servizi primari alla sanità (ambulanze, elisoccorso, ecc.); nella Protezione Civile. A una situazione già di per sé difficile, che non ha mai visto lo Stato collaborare attivamente con gli enti, le associazioni no-profit e le onlus che si occupano di assistenza sociale, gli enti ospedalieri di assistenza e di beneficenza, si aggiunge oggi, attraverso la nuova finanziaria, un gravissimo danno economico.”
“Purtroppo questa Manovra prevede che ogni ente facente parte del Terzo Settore, con la cancellazione della mini IRES (agevolativa) ai sensi dell’art.6 del DPR 601/73 perderà il dimezzamento dell’IRES dal 24 per cento al 12 per cento sulla categoria di redditi commerciali sottoposti a tassazione, compresa la tassazione dei redditi dei fabbricati adibiti ad attività istituzionali. Si contano rincari medi del 50-60 per cento. Si tratta di un danno economico molto serio e grave che si ripercuoterà su tutti questi essenziali servizi.” Concludono Grandi e Badiali.
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