Ilva:l’Europa boccia l’immunità penale, ora Governo ci ascolti e ritiri la norma

L’Europa boccia l’immunità penale sull’Ilva, infatti da Bruxelles Veronica Manfredi, direttore del settore Qualità della della Commissione Europea conferma quello che noi Verdi diciamo da anni: Am InvestCo Italy Srl rimarrà responsabile per il rispetto dei requisiti dichiarati nell'Autorizzazione integrata ambientale.
Ilva-Taranto

“L’Europa boccia l’immunità penale sull’Ilva, infatti da Bruxelles Veronica Manfredi, direttore del settore Qualità della della Commissione Europea conferma quello che noi Verdi diciamo da anni: Am InvestCo Italy Srl rimarrà responsabile per il rispetto dei requisiti dichiarati nell’Autorizzazione integrata ambientale. Questo è un vero “de profundis” sull’immunità penale introdotta dal governo Renzi nel 2015 e confermata da tutti gli esecutivi che si sono succeduti e quindi anche da Di Maio e dall’attuale maggioranza giallo-nera.” Scrive in una nota il Verde Angelo Bonelli, che spiega:

“Nella lettera della Commissione Europea si precisa che anche nel caso dell’Ilva, come succede in tutte le altre industrie, l’operatore rimane l’unico responsabile di eventuali danni causati a terzi o all’ambiente a seguito dell’utilizzo dell’impianto. E’ la risposta che aspettavamo alle nostre numerose sollecitazioni, culminate con la lettera inviata al premier Conte e i membri del Governo responsabili per chiedere che la norma sull’immunità penale venisse immediatamente cancellata, come promesso più volte da Di Maio in campagna elettorale che sulla cancellazione dell’immunità ha fatto il pieno di voti a Taranto e poi non ha mantenuto le promesse. La cosa grave è neanche il Ministro Il ministro dell’Ambiente Costa si è degnato di rispondere alle nostre lettere voltando lo sguardo da un’altra parte sapendo che l’immunità penale porta alla violazione delle leggi ambientali e sanitarie.”

“Ora il governo non può essere più reticente, deve eliminare immediatamente l’immunità penale per i proprietari e i commissari dell’Ilva che è una vera e propria licenza di inquinare l’ambiente e far ammalare lavoratori e cittadine e cittadini di Taranto.” Conclude Bonelli

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