In Emilia Romagna l’agricoltura biologica si lascia alle spalle quella integrata

In Emilia Romagna l'agricoltura biologica supera il 15 per cento della superficie agricola, lasciandosi alle spalle l'agricoltura integrata.
agricoltura biologica

In Emilia Romagna l’agricoltura biologica supera il 15 per cento della superficie agricola, lasciandosi alle spalle l’agricoltura integrata.

152.000 ettari a Biologico in Emilia Romagna,pari al 15 per cento della Superficie Agricola Utilizzabile.
Il biologico supera per la prima volta l’agricoltura integrata ,
che si colloca di poco sotto al 15 per cento di SAU.
Agricoltura integrata che, pur con un utilizzo più razionale di pesticidi e concimi, non può essere l’obiettivo vero della conversione ecologica dell’agricoltura.
Un raddoppio del biologico in pochi anni grazie anche alla politica della Regione, positiva in questo campo  grazie al lavoro dell’Assessora Simona Caselli.
E grazie al fatto che il bio e ‘ un settore remunerativo, nella generale crisi dell’agricoltura.
I Verdi, che fin dagli anni ottanta avevano sostenuto con iniziative culturali e legislative l’agricoltura biologica, avevano visto giusto e lontano.

Se pur con tanti problemi. In primis la sopravvivenza delle piccole aziende famigliari e cooperative di fronte alla Grande Distribuzione Organizzata e di fronte alle grandi centrali cooperative.
Per questo incentivare la vendita diretta, i mercati biologici locali, i gruppi di acquisto diventa una strada obbligata.
Superando le pericolose ambiguità dei mercati contadini dove non risulta affatto chiaro il metodo di produzione.
Resta purtroppo un 70 per cento di superficie agricola convenzionale con veleni sui prodotti e nella falda, perdita di fertilità del terreno,in alcuni luoghi già in fase di pre desertificazione sotto al 2 per cento di sostanza organica ,distruzione della biodiversità , contributo di CO2 al cambiamento climatico.
Il paradosso consiste nei controlli certamente giusti e severi di chi fa biologico, mentre l’agricoltura convenzionale, sovvenzionata in molti modi, sparge impunemente veleni nel suolo e nelle acque e provoca morie delle api e attenta alla salute con prodotti contaminati.

E ora anche con i fanghi di depurazione ,con inquinanti pericolosi come la diossina, sparsi sui campi, grazie al governo giallo bruno.
E la recente campagna di discredito contro l’agricoltura biologica lanciata da organi di informazione e da scienziati compiacenti non fermerà un fenomeno sempre più gradito ai produttori ed ai consumatori.
Scienziati per lo più digiuni di conoscenze agronomiche e con una visione arcaica della scienza, mentre illustri agronomi sostengono l’agricoltura biologica.
Perfino una grande centrale cooperativa della nostra regione ha lanciato un marchio biodinamico per poter esportare agevolmente i prodotti.
Ecco perché diventa realistico proporsi di arrivare al 100 per cento di biologico in pochi lustri, in Emilia Romagna ed in Italia.
Come già hanno fatto in Danimarca.

Paolo Galletti
co portavoce Federazione Verdi Emilia Romagna

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