Insieme, nessuno, nessuna esclusa – Il mio intervento da Pisapia [VIDEO]

Senza la forza, il coraggio, la sapienza di donne come queste è impensabile una vera trasformazione del travaglio attuale del mondo.

Sono una donna verde, ma prima di tutto sono una donna, convinta dell’urgenza di un mutamento profondo della politica, dei suoi metodi e linguaggi.

Un’alleanza per il governo dell’Italia non può essere solo elettorale, ma culturale e politica, condivisione di un grande progetto di civiltà frutto di un nuovo patto di donne e uomini e tra donne e uomini.

Il sapere pratico e teorico delle donne non deve più essere cancellato dalla storia, ma attivo e fecondo in tutti gli ambiti della convivenza umana.

Dobbiamo prenderci cura del nostro Pianeta, dobbiamo prenderci cura del nostro Paese, prima che sia troppo tardi, con un grande piano di risanamento, recupero, riqualificazione del nostro territorio, malato e sofferente, aggredito dal dissesto idrogeologico, dalla speculazione, dall’abusivismo, dal consumo di suolo, dall’incuria.

Le questioni sono enormi e complesse in epoca di globalizzazione.  Non ci possono essere risposte semplici e soprattutto assunte a livello di ogni singolo Stato.

Cambiamento climatico, diseguaglianze crescenti, ingiustizia sociale e ambientale, disoccupazione, milioni di giovani senza prospettiva, precarietà, insicurezza, il moltiplicarsi di conflitti e guerre, il terrorismo, lo sradicamento di popolazioni intere che si fanno profughe o migranti. Finanza che governa e non si fa governare.


[L’intervento di Luana Zanella]

La tenuta, il rilancio dell’idea stessa d’Europa e la sua riforma devono essere al centro del nostro impegno.

Ma i segni positivi non mancano e si aprono scenari meno pessimistici.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), le emissioni globali di anidride carbonica (32,1 gigatonnellate) sono rimaste nel corso degli ultimi tre anni stabili, nonostante che nel 2016 l’economia globale sia cresciuta del 3,1% e la popolazione sia cresciuta.

Al Congresso dei Global Greens svoltosi a Liverpool lo scorso marzo, la ministra e Portavoce delle e dei Verdi svedesi, ci ha illustrato le scelte radicalmente ecologiste del suo governo ( il più verde e femminista del mondo ) e la rivoluzione verde del settore energetico, del sistema dei trasporti e di aree strategiche dell’economia in pieno corso.

Perfino negli Stati Uniti il 43 per cento degli addetti al settore energetico sono impiegati nell’ambito dell’energia solare. Solo il 22 per cento lavorano nelle energie fossili ( petrolio, gas, carbone ). Alla faccia di Trump e alla sua sconfessione degli accordi sul clima di Parigi.

Lo scorso anno più della metà della nuova potenza installata nel mondo è derivata da fonti rinnovabili, in Europa quasi il 90%!!

Nel mese di giugno del 2016, in Italia, è stato raggiunto il traguardo di produzione mensile di elettricità fornita per il 50,5% da fonti rinnovabili.

Continua la crescita delle superfici dedicate all’agricoltura biologica nell’Unione Europea, e in Italia con il12% delle aree coltivate, circa 1,5 milioni di ettari.

Non siamo all’anno zero: l’economia verde italiana procede e si consolida: conquista, nella classifica delle cinque principali economie europee, ben 4 primi posti (rinnovabili, riciclo dei rifiuti speciali, emissioni pro capite nei trasporti e nei prodotti agroalimentari certificati) e 3 secondi posti (efficienza energetica, produttività delle risorse, agricoltura biologica).

Potrebbe diventare il volano dell’economia e di una nuova idea di Paese.

 

Invece si passa da emergenza a emergenza: dall’emergenza sismica alle alluvioni, dall’emergenza smog, a quella dei rifiuti. E continuiamo a pagare multe paurose all’Europa.

Allarme siccità, non è certo una sorpresa. Eppure ogni giorno, vanno persi 2,8 milioni di metri cubi di acqua, quasi il 40% dell’acqua messa in rete. Specie dopo il Referendum sulla pubblicità dell’acqua, il problema di rimodernare gli acquedotti e rendere efficiente la rete idrica dovrebbe essere stato assunto come prioritario dal governo.

 

Mai come in questo momento la cultura ambientalista e verde può essere guida e speranza per il futuro.

Cultura di governo.

Governo della transizione ecologica per la modificazione strutturale dell’attuale assetto produttivo, per riconvertire, innovare, rilanciare tutti i settori strategici della nostra economia, creando nuova occupazione.  Settore per settore. Molte trasformazioni sono in corso, altre sono state volutamente frenate. Pensiamo alla mancata produzione di auto ibride ed elettriche in Italia.

Dobbiamo avanzare proposte credibili, condivise, sostenibili, socialmente, ambientalmente, finanziariamente. Insieme, possiamo farcela.

Ma qui è un problema di fare scelte di fondo. Non sono una statalista. La formula meno Stato, meno mercato mi rappresenta. Ma non può essere che siano finanza, multinazionali, poteri economici e lobby a dettare legge, stritolare vite ed economie reali. E’ questa la democrazia che vogliamo?

Dobbiamo riprendere a riferirci con i nostri mondi, scuola, università, ricerca, volontariato, terzo settore. Un tesoro di relazioni e condivisione che si è disperso, frantumato.

Credo che per procedere insieme ci sia  bisogno di una lettura accurata e condivisa della realtà. Nuove parole. Che si dischiuda una visione. Una politica capace di profezia, come dice la filosofa Annarosa Buttarelli.

Sono molto grata a Giuliano Pisapia per il metodo che ha scelto, nel corso di questi mesi, di full immersion nella realtà del paese e per la pratica di ascolto che più volte ha indicato come necessaria e feconda.

Prova ne è stata la giornata dell’11 marzo al teatro Brancaccio, dove la voce di giovani e di donne del popolo si è levata, forte e chiara.

Donne del popolo, si, perché senza donne e senza popolo noi non andiamo da nessuna parte, e lasciamo libero spazio ad ogni forma di  populismo.

Ricordo la testimonianza di Lucia Pompigna, bracciante pugliese che ha ispirato la legge contro il caporalato e il racconto travolgente di Giorgia Bassano, che ha dato indicazioni preziose su come si trasforma una periferia come , il Corviale, in un luogo vitale e accogliente. “Usiamo le parole per fare pulizia mentale e avere prospettive qui ed ora…abbiamo bisogno di uno stato madre, che ci segua, ci aiuti, ci coccoli un po’..e noi ce la possiamo fare” .

Senza la forza, il coraggio, la sapienza di donne come queste è impensabile una vera trasformazione del travaglio attuale del mondo.

Noi donne veniamo da millenni in cui non abbiamo né creato né gestito il potere storico e questo ci ha preservato da una certa inevitabile corruzione che minaccia chi invece da sempre ha occupato il potere.

Possiamo offrire una visione più libera, meno soggetta a schieramenti e a opportunismi, più orientata dall’amore per il mondo.

Possiamo provare a essere il cuore pulsante del nostro popolo, possiamo spenderci con la nostra intelligenza amorosa che è sempre più necessaria per arginare il disordine e il degrado. E costruire un mondo migliore.

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