Intervenire immediatamente sulla marea nera al Santuario dei Cetacei

Il Santuario dei Cetacei è in pericolo a causa del combustibile sversato dalla portacontainer cipriota dopo l'incidente di domenica scorsa. Urge intervento immediato.
cetacei petrolio

“Ci domandiamo quali provvedimenti si stiano attuando a causa della catastrofe ecologica che incombe nell’area del Santuario dei Cetacei a ridosso dell’area marina protetta al largo delle coste liguri, a seguito dell’incidente avvenuto circa 28 km a nord ovest di Capo Corso, dove la portacontainer cipriota Cls Virginia sta riversando una marea nera di petrolio, mettendo seriamente a repentaglio l’ecosistema dell’area marina protetta al largo delle coste liguri”.
Lo scrivono in una nota Angelo Bonelli e Luana Zanella dei Verdi, che proseguono:“Gli oltre 600 metri cubi di petrolio greggio riversati in mare si stanno spostando sempre più velocemente, a causa delle correnti marine proprio nell’area protetta che ormai è ‘casa’ di numerosi esemplari di cetacei e non solo. Occorre quindi innanzitutto accelerare le operazioni necessarie a scongiurare un disastro ecologico che comporterebbe conseguenze gravissime sulla vita in quella porzione di Mediterraneo.”

“Quanto accaduto- concludono Zanella e Bonelli – dimostra in maniera ormai inequivocabile che bisogna cominciare a ragionare concretamente a livello istituzionale ed industriale per avviare il processo della transizione ecologica che metta al bando i combustibili fossili a favore della mobilità sostenibile, per scongiurare definitivamente il pericolo che il petrolio possa nuocere ulteriormente all’ambiente, alla fauna e agli esseri umani”.

Inoltre dobbiamo ricordare che la legge che istituì il Santuario dei Cetacei fu una legge  di complessa approvazione nonostante fosse il recepimento di un accordo internazionale. In particolare ricordiamo che la firma su quella legge fu quella di Sauro Turroni, all’epoca parlamentare dei Verdi in un Governo di Centrodestra, quindi rappresentatne di una forza di opposizione, ma soprattutto che questa legge rischiò di non vedere mai l’approvazione perchè già solo la denominazione “santuario” creò una lunghissima polemica: Andreotti e Scalfaro chiedevano che avesse un nome diverso perché i santuari riguardavano questioni religiose e non naturalistiche.

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