In Italia i TG parlano troppo poco di ambiente: i dati dell’Osservatorio di Pisa

Le tematiche ambientali sono il fanalino di coda dei contenuti trasmessi all'interno dei telegiornali del nostro paese: a dirlo sono i dati elaborati dall'Osservatorio di Pavia
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Le tematiche ambientali sono il fanalino di coda dei contenuti trasmessi all’interno dei telegiornali del nostro paese: a dirlo sono i dati elaborati dall’Osservatorio di Pavia che sono stati presentati in concomitanza del Festival di Comunicazione Sociale organizzato dalla fondazione Pubblicità Progresso. I numeri parlano da soli: nel periodo che va  da gennaio a settembre del 2016, i sette maggiori telegiornali italiani (che includono Rai, Mediaset, La7), nel corso delle edizioni della prima serata, hanno diffuso 35.278 notizie, di cui 2.702 dedicate ai temi ambientali (7% del totale delle notizie, contro il 3% del 2015). C’è da sottolineare però il contenuto di queste news a tema ambientale: il 48% raccontava incidenti e calamità, mentre solo il 17% aveva come tematica centrale le “buone prassi”. Un ulteriore 17% inoltre era costituito da notizie meteo, mentre il 13% riguardava episodi di degrado o inciviltà e solamente il restante 5% erano notizie legate a temi più strettamente naturali. 
In proposito sono intervenuti i coordinatori nazionali dei Verdi Luana Zanella e Angelo Bonelli:”Riteniamo evidentemente scandalosi i dati emersi dallo studio dell’Osservatorio di Pavia: confermano che nei TG Rai, Mediaset e La7, le notizie sull’ambiente sono relegate al 7% dei tempi totali. Una marginalizzazione alla quale è necessario porre rimedio immediatamente” e spiegano : “In questi anni noi Verdi ci siamo rivolti ripetutamente all’AGCOM e ai direttori dei TG del servizio pubblico per evidenziare la censura sistematica in atto nei confronti delle tematiche ambientali e di noi Verdi. Abbiamo sempre ottenuto o il silenzio oppure, a volte, risposte generiche legate alle norme della Par Condicio, equivocando che i temi dei cambiamenti climatici, della desertificazione in atto nel nostro Paese, delle conseguenze dello smog del consumo del suolo sono non possano essere contingentati col bilancino ma hanno la necessità di essere trattati non solo in presenza di incidenti e calamita’, che invece hanno occupato, sempre secondo i dati dell’Osservatorio di Pavia,  quasi la metà dei già pochi minuti dedicati alle questioni ambientali.”
“Noi crediamo – concludono Bonelli e Zanella – che il grande cambiamento culturale necessario nel nostro Paese nei confronti dell’ecologia possa avvenire solo se i mass media, a cominciare dalle reti pubbliche, comincino a cambiare registro. Auspichiamo quindi che si cominci a considerare la necessità di proporre servizi giornalistici che diffondano la consapevolezza che solo il cambiamento degli stili di vita e le buone prassi di comportamento verso la tutela dell’ambiente siano in grado di avviare quella conversione ecologica orma impellente, se vogliamo salvare il nostro pianeta.”
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