Latina, Terra dei veleni: si perpetua una pratica camorristica

Le immagini che abbiamo visto ci riportano non molto indietro nel tempo quando la camorra, in particolare il clan dei Casalesi, svolgevano il traffico di rifiuti tossici e nocivi
Terra dei Veleni

Rispetto alla scoperta della discarica abusiva di rifiuti tossici in provincia di Latina, innanzitutto dobbiamo ringraziare la Polizia e la Procura della Repubblica di Latina che hanno scoperto questa nuova Terra dei veleni e sono diventate le vere dighe per contrastare i reati ambientali vista la latitanza delle istituzioni.

Le immagini che abbiamo visto ci riportano non molto indietro nel tempo quando la camorra, in particolare il clan dei Casalesi, svolgevano il traffico di rifiuti tossici e nocivi utilizzando cave e fiumi per occultare i rifiuti di industrie, anche del nord, che prendevano contributi UE per lo smaltimento e falsificavano bolle di viaggio che attestavano smaltimento in centri autorizzati. In effetti sembra quasi che la criminalità abbia esteso i suoi tentacoli per portare la Terra dei veleni in provincia di Latina.

Perché non v’è dubbio che i reati svelati oggi facciano parte di un pratica camorristica che si perpetua. Per questo ci auguriamo che il 131 bis, modificato dal Decreto Legislativo del 16 marzo 2015, n. 28, che prevede l’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto e sembra scritto apposta per non punire gli inquinatori, non sia applicato perché qui ci troviamo di fronte a una vero e proprio disastro ambientale, una  Terra dei Veleni.

Questo Parlamento ha completamente dimenticato che la tutela dell’ambiente è l’argomento più importante su cui bisogna impegnarsi per non lasciare ai nostri figli un Paese in cui è stato violentato il territorio, inquinata l’aria e esaurita l’acqua.

 

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