Le domande di Danilo Bruno alla Sindaca di Savona sul Progetto Margonara

Danilo Bruno in rappresentanza dei Verdi della Liguria ha presentato una lettera aperta alla Prima Cittadina di Savona in relazione alle promesse disattese sul progetto Margonara

Danilo Bruno in rappresentanza dei Verdi della Liguria ha presentato una lettera aperta alla Prima Cittadina di Savona in relazione alle promesse disattese sul progetto Margonara.

Sig.ra Sindaca permette alcune domande?
Vorrei, come cittadino di Savona oltre che, come esponente dei Verdi, porre alcune domande alla Sindaca di Savona sul progetto del nuovo porto della Margonara alla luce di quanto conosciamo fino ad oggi:
1) Vorrei sapere per quale ragione deve essere data per scontata una risposta positiva al progetto Gambardella dato che,secondo parere diffuso, la situazione dovrebbe tornare a quella precedente alla conclusione della conferenza dei servizi e quindi alle prescrizioni a cui il progetto si doveva adeguare.Alcuni studiosi poi ritengono addirittura che l’iter amministrativo debba ricominciare da capo essendo stata annullata tutta la procedura adottata dagli enti preposti.Ella,sia come professionista che come Sindaca cosa pensa di ciò?
2) La creazione di un parcheggio e di un ascensore fra la zona del Miramare e San Giacomo vuole costituire la premessa per un utilizzo del complesso monumentale? Se il Comune ha qualche idea perche’ non la tira fuori o diversamente perche’ non avvia un percorso partecipativo in modo da ascoltare i progetti delle cittadine,dei cittadini e delle associazioni e su queste basi e su quanto dispone il PUC non si adotta un concorso internazionale di idee per la riqualificazione del S.Giacomo valorizzandone l’aspetto e l’utilizzo pubblico oltre ai monumenti rimasti?
3) Perche’ si vuole demolire la struttura delle funivie,che costituisce un monumento di archeologia industriale e la base di partenza della funivia piu’ lunga d’Europa oppure esistono condizioni ormai tali che non possano portare che alla demolizione della struttura?Non è possibile pensare ad un recupero della struttura a scopo culturale come è successo e tuttora succede in tutto il mondo?
4) Le persone,che oggi hanno il posto barca alle funivie lo riacquisteranno alle medesime condizioni nel nuovo porto?
5) A cosa servono duemila metri quadrati di nuove edificazioni  e parrebbe pure ulteriori 1500 di attività commerciali in una città,che soffre pesantemente la crisi per gli appartamenti invenduti e per la fuga di giovani coppie,che non si possono permettere l’acquisto di un immobile in città oltre alla gravissima crisi commerciale,che sta uccidendo lentamente gli esercizi di vicinato,schiacciati pure da tre centri commerciali in pochi chilometri?
6) L’ampliamento dello spazio per la cantieristica,che potrebbe avere un senso come si concilia con la gravissima crisi del limitrofo cantiere Mondmarine?Vi sono ipotesi di espansione di cui non siamo a conoscenza e che forse il Comune ci potrebbe spiegare?
7) Il progetto si ferma al confine del comune di Savona ma cosa vuole fare Albisola Marina?
8) Per i volumi edilizi da costruire bisognerà andare in variante al PUC approvato da poco come si giustifica una simile scelta?
9) A cosa serve un nuovo porto turistico alla luce delle difficoltà del settore ed inoltre ,secondo molti esperti e molte esperte così come viene proposto,potrebbe creare gravi problemi alle future spiagge in termini di aumento del fenomeno erosivo?
10) A cosa serve un nuovo porto turistico quando la città avrebbe bisogno di spiagge e soprattutto di zone prive di cemento,che eliminino il pesante tracciato di cemento continuo fra le Albissole e Savona? Il paesaggio non conta nulla?
Cominci a rispondere a queste domande e  a riflettere che riqualificare non significa nuove colate di cemento, ma alle volte può voler dire adottare la formula “zero consumo del suolo”.
Danilo Bruno
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