Lettera di Angelo Bonelli a Repubblica su abusivismo

L’abusivismo è uno schiaffo ai cittadini onesti che hanno rispettato le leggi e la casa se la sono comprata con sacrifici facendo un mutuo o a chi paga l’affitto perché il mutuo non può permetterselo.
Abusivismo Angelo Repubblica

Caro direttore il dibattito che si è aperto sull’abusivismo edilizio e l’inchiesta avviata da “ La Repubblica” sull’Italia degli abusi può essere l’occasione per costruire una svolta nel nostro paese nella lotta a questo drammatico fenomeno.

L’abusivismo edilizio in Europa è un’anomalia tutta italiana: nel nord Europa il fenomeno è del tutto inesistente, anzi non se ne conosce il significato, mentre ad esempio in paesi come la Spagna, il Portogallo e la Francia lo stato interviene tempestivamente demolendo all’inizio le opere edilizie non autorizzate.

Perché in Italia l’abusivismo edilizio ha assunto livelli così alti al punto che oggi, dopo ben tre condoni edilizi, l’edificazione abusiva avanza al ritmo di circa 20.000 immobili l’anno, e abbiamo regioni come Campania, Calabria e Sicilia in cui rispettivamente su 100 abitazioni  il 51,9%, 50,3% e 46,8% sono illegali ?

I motivi sono essenzialmente tre: una legislazione che invece di reprimere favorisce l’abusivismo, rappresentanti delle istituzioni locali e della politica che hanno trovato nell’abusivismo il supporto elettorale per la loro rielezione e carriera e ultimo, di non poco conto, il ruolo che la criminalità organizzata che in particolare al Sud controlla il ciclo del cemento abusivo, un affare da 20 miliardi di euro l’anno in tutta Italia.

La legge assegna ai comuni l’obbligo di vigilanza e repressione dell’abusivismo edilizio e le norme del testo unico art.31 legge 380/2001, già vigenti nella legge 47/85, che fissano i tempi per arrivare alla demolizione di un abuso, favoriscono nuovi reati edilizi anziché reprimerli sul nascere. Perché? Quando viene accertata la violazione dai tecnici del comune, viene ordinata la sospensione lavori e l’ingiunzione a demolire che deve avvenire entro 45 giorni. E’ ovvio, sono i dati a confermarlo, che chi ha deciso di edificare una villa o palazzina abusiva non si fermerà e di fronte all’ingiunzione proseguirà i lavori. Cosa prevede la legge a questo punto? Assegna altri 90 giorni per demolire l’immobile abusivo, decorsi i quali il bene e l’area di sedime devono essere acquisiti al patrimonio pubblico e a questo punto l’opera una volta acquisita potrà essere demolita dal comune. Non bisogna essere grandi esperti per capire come il meccanismo che dovrebbe portare alle demolizioni è lungo e farraginoso e che sommando il tempo di 45 giorni più i 90 arriviamo a 145 giorni: oggi una casa la si costruisce in pochissime settimane. E qui arriviamo alla politica e alle istituzioni locali. Sono rari i comuni che acquisiscono al patrimonio comunale gli immobili abusivi e che demoliscono. Per verità ci sono sindaci coraggiosi che hanno applicato la legge, ma sono quelli che poi hanno ricevuto minacce, intimidazioni e attentati e che poi vengono isolati e cacciati come accaduto all’ex sindaco di Licata Angelo Cambiano. In questa situazione delicata assistiamo sistematicamente ad annunci di nuovi condoni da parte di parlamentari o all’approvazione di leggi regionali come quella della Campania, su cui noi Verdi abbiamo presentato ricorso al governo che meritoriamente l’ha impugnata perché il presidente De Luca voleva bloccare le procedure di demolizioni introducendo l’abuso di necessità. Ci sono comuni a guida del M5S, come a Bagheria in Sicilia, che approvano regolamenti che fermano le ruspe anche in zone d’inedificabilità assoluta addirittura consentendo il riscatto della casa a chi ha commesso l’abuso. Il vicepresidente della camera dei deputati del M5S Di Maio insieme al candidato alla regione Sicilia Cancelleri parlano di abusi di necessità! Poi ci sono alcuni parlamentari della Repubblica che presentano leggi che sono peggio di un condono edilizio. E’ il caso del Ddl Falanga che dopo essere stata approvato con due letture alla Camera e al Senato è ritornato alla Camera dei deputati ed attende di essere approvato in via definitiva. Il testo prevede al comma 6 bis dell’articolo 1  il blocco delle demolizioni anche nelle zone vincolate e le opere abusive potranno essere demolite solo se gli immobili sono in corso di costruzione o comunque non ultimati alla data della sentenza di condanna di primo grado. Una furbizia scrivere immobili in corso di costruzione alla data di sentenza di primo grado. Questo significa fermare le demolizioni perché alla data della sentenza di primo grado la casa sarà bella che finita. Non esiste l’abuso di necessità, perché chi ha realizzato una villa abusiva da 100 mq per fare uno scavo e realizzare la struttura grezza in cemento ha speso almeno 80 mila euro. L’abusivismo è uno schiaffo ai cittadini onesti che hanno rispettato le leggi e la casa se la sono comprata con sacrifici facendo un mutuo o a chi paga l’affitto perché il mutuo non può permetterselo. Questi cittadini onesti sono beffati due volte perché con le loro tasse sono costretti a pagare le opere di urbanizzazione primaria di chi ha edificato abusivamente.

All’interessante articolo di Cantone mi permetto di aggiungere e fare le seguenti proposte:

1)   rendere immediata la demolizione al momento dell’accertamento dell’abuso edilizio entro e non oltre 15 giorni dalla notifica del verbale.

2)   Trasferire i poteri di repressione dell’abusivismo edilizio dai comuni alle autorità giudiziarie; eliminare ogni potere di legislazione in materia alle regioni comprese quelle a statuto speciale

3)   Individuazione presso le procure di uffici specifici repressione abusivismo edilizio che dovranno essere potenziati con magistrati e personale tecnico

4)   Accordo strutturale tra il ministero di Grazia e Giustizia e il Ministero della difesa per l’uso del genio militare negli abbattimenti

5)   Demolire prioritariamente nelle aree vincolate e demaniali.

6)   Avviare piani di recupero ambientale nelle zone demolite e di recupero urbanistico nelle zone urbanizzate.

 

Angelo BONELLI

Coordinatore nazionale dei Verdi

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