Malumori e fronda grillina contro la Raggi? Manca una visione del futuro.

Ci sarebbe una fronda grillina all’interno del consiglio e l’amministrazione comunale di Roma, è quello che scrive oggi il neo-vicedirettore di Repubblica Sergio Rizzo
Fronda grillina

Ci sarebbe una fronda grillina all’interno del consiglio e l’amministrazione comunale di Roma, è quello che scrive oggi il neo-vicedirettore di Repubblica Sergio Rizzo, che spiega:

“Da mesi crescono i malumori nell’assemblea dove per una singolare usanza i consiglieri si fregiano come i parlamentari dell’appellativo di “onorevoli”. Il consiglio comunale lamenta di essere tagliato fuori di fatto da ogni decisione.”

Dall’interno dell’amministrazione le voci critiche sembrano capitanate da Andrea Manzillo titolare di uno degli assessorati più importanti, quello al Bilancio, che dice: “Qui serve una svolta, continuando così andiamo a sbattere. Va a sbattere tutta la città” e in questi mesi ha intavolato un asse di ferro con il Presidente del Consiglio Comunale Marcello De Vito che lamenta il mancato rapporto con gli eletti di molti assessori, a cominciare dal vicesindaco Luca Bergamo e dall’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari.

Scrive Rizzo: “Il segnale è innanzitutto per la sindaca. Ma pure a quanti hanno sempre condizionato le scelte del Campidoglio: dal direttorio della prim’ora, al direttorio bis degli onorevoli tutor di Virginia Raggi, e più su. Fino alle vere stanze dei bottoni della Capitale, quelle dell’Hotel Forum occupate di solito da Beppe Grillo e Davide Casaleggio. E la storia si fa ancora più seria perché non è la presa di posizione di un singolo assessore. Dietro a lui ci sarebbe infatti il pezzo di consiglio comunale che garantisce la maggioranza a Virginia Raggi.”

“Francamente non si capisce perché si senta il bisogno di affidare certi incarichi delicati a persone che non conoscono Roma, come se in questa città non fossero reperibili determinate competenze”, avrebbe argomentato Mazzillo, che sarebbe il capo della fronda grillina.

L’asse De Vito-Manzillo è quanto meno strano, il primo fedelissimo della Raggi della primora, il secondo invece in “quota” Lombardi. E’ la dimostrazione che i nodi di Roma stanno arrivando al pettine della base, che rimprovera le troppe scelte della giunta Raggi senza coinvolgimento del Consiglio Comunale. E la situazione all’esterno non è certo migliore, se è vero che la sindaca di Anguillara, del Movimento 5 Stelle come la Raggi, ha attaccato frontalmente la sua collega capitolina affermando che “alle riunioni sul Lago di Bracciano non è mai venuta”.

Scrive ancora Rizzo: “Tutto questo discende da ragioni precise. Pur senza dirlo apertamente, l’assessore al Bilancio fa risalire la cosa al peccato originale: il famoso contratto che Virginia Raggi e i consiglieri comunali hanno accettato di firmare. Una ipoteca economica pesantissima capace di menomare ogni azione politica che abbia il sapore dell’indipendenza dalle direttive dei vertici del Movimento (come sa bene la consigliera Cristina Grancio sospesa per essersi mostrata perplessa sullo stadio della Roma). Con cui, al contrario, la sindaca di Torino Chiara Appendino non è costretta a fare i conti. E la differenza, infortuni a parte, è evidente.”

Non sappiamo se esista una fronda grillina ma che  ci siano malumori, questo è chiaro. Tra l’altro qualcuno, sempre all’interno del movimento, lamenta che alla giunta capitolina manchi una visione del futuro e si limiti a gestire – male – le troppe emergenze e lo status quo. Chi paga le conseguenze, come sempre, sono i cittadini romani, come dice il giornalista Federico Mello:

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