Mancano 37 cm. a morte Lago di Bracciano: il fallimento delle istituzioni

Uno studio certifica che il Mediterraneo, e in particolar modo Italia, Spagna e Francia meridionale, andavano incontro alla peggiore siccità da 900 anni a questa parte.
Lago di Bracciano

“L’allarme del CNR sul Lago di Bracciano che ribadisce che se si abbassasse di ulteriori 37 cm. (arrivando a -200 cm.) si rischierebbero ripercussioni sull’ecosistema e sulla falda circumlacuale certifica il fallimento delle politiche di prevenzione di tutte le istituzioni” Lo scrive in una nota il coordinatore nazionale Verdi Angelo Bonelli.

“Non è solo il problema del Lago di Bracciano, sono anni – dice Bonelli – che gli scienziati avvertono che si sarebbe arrivati alla crisi di siccita’ e di clima attuali: la NATO l’anno scorso ha pubblicato e diffuso uno studio nel quale si dichiarava che il Mediterraneo, e in particolar modo Italia, Spagna e Francia meridionale, andavano incontro alla peggiore siccità da 900 anni a questa parte. Ma tutte le istituzioni, a partire dal Governo, sono state sorde rispetto a questi allarmi, aspettando che si arrivasse al momento irreversibile dell’emergenza”.

“E servono a poco – prosegue l’ecologista – le campagne tardive sulle buone pratiche per ridurre il consumo di acqua: il Comune di Roma dia prima il buon esempio, se non vuole veder morire il Lago di Bracciano,  obbligando la societa’ partecipata Acea a reinvestire i 70 milioni di utili l’anno per la sistemazione della rete di acquedotti colabrodo, che nelle condizioni attuali fa perdere 144 litri di acqua al giorno per residente; moltiplicato per gli abitanti di Roma fa un totale di 432 milioni di litri di acqua sprecati ogni ora, 5.000 litri al secondo”.

“Ribadiamo che il Parlamento deve essere immediatamente convocato a Camere unite per affrontare l’emergenza siccita’ con provvedimenti strutturali e non con provvedimenti palliativi ed emergenziali che servono solo a far passare “a nuttata””, conclude Bonelli.

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