Ora spazio e parola a donne e giovani

Una riflessione sugli ultimi accadimenti tra Italia In Comune e l'Onda Verde e Civica
verdi europei Monica frassoni

E cosi, dopo molti mesi di collaborazione, chat, telefonate, discussioni spesso gradevoli e a volte meno, – come sul femminismo, dopo una bella trasferta a Bruxelles, una conferenza stampa e un evento ben organizzato al Quirino, con un programma definito e invero molto verde, un simbolo praticamente fatto (no, adesso non ve lo mostro, ma quello finale prestissimo sarà pubblico), Italia in Comune, il piccolo partito di Federico Pizzarotti e Alessio Pascucci, abbandona l’OndaVerdeCivica, – e non solo i Verdi- per accomodarsi nelle braccia di Più Europa di Benedetto della Vedova e Emma Bonino, in vista delle elezioni europee.

In molti mi hanno chiesto che ne penso. Beh, innanzitutto penso che se ci sono dubbi o problemi, tanto vale parlarne, apertamente e senza ipocrisie, magari anche per risolverli, invece di sparire d’improvviso nelle nebbie padane. Ma questo fa parte del galateo e della cortesia, doti abbastanza disperse, noto, nella politica molto maschile del Belpaese.

In secondo luogo, si puo’ dire che per “Italia in Comune” non erano poi cosi importanti i temi dei cambiamenti climatici, che sta portando in piazza centinaia di migliaia di giovani in tutto il mondo e che è considerato il più grande fattore di rischio globale, e dell’urgenza di una politica europea in discontinuità rispetto a quelle dell’austerità e del sempre “libero” commercio, tanto care al mio amico Benedetto.

Quello che ha contato, mi pare di capire, è semplicemente che nei sondaggi Più Europa è (per ora) più forte che i Verdi e che per la loro prima uscita elettorale hanno preferito a una bella battaglia elettorale una posizione in apparenza più confortevole. Non penso ci siano spiegazioni più profonde. Come diceva San Paolo, tutto é lecito, ma non tutto edifica. (bella questa citazione eh? L’ho trovata nel magnifico libro di Altiero Spinelli, “come ho tentato di diventare saggio”)

Quindi, andiamo avanti. Con altri amici e amiche, ma soprattutto andiamo avanti velocemente, abbiamo aspettato anche troppo. Andiamo avanti con la messa a punto di una proposta competitiva ecologista, europeista, plurale, attenta alle politiche sociali e che sappia valorizzare lo spazio e la parola delle donne e dei giovani, in piena sintonia con la proposta, già vincente Oltralpe, dei Verdi Europei.

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