Ostia: chi comanda? Gli Spada o lo Stato? I silenzi e le ambiguità della società civile

La gravissima vicenda del giornalista di Nemo percosso ad Ostia da Roberto Spada deve far riflettere sulla situazione del potere in quei luoghi
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“Il naso rotto al giornalista Piervincenzi e al suo collega, ai quali  va la mia totale solidarietà, fotografa la condizione in cui si trova Ostia: personaggi come Roberto Spada che detta la sua legge a colpi di testate e manganelli stile fascista, e clan mafiosi che organizzano il controllo del territorio con la violenza e l’intimidazione. A questa situazione non c’è mai stata una reazione netta e chiara da parte della società civile. E’ accaduto che chi parlava di mafia subiva la critica che così si danneggiava l’immagine di un territorio e accadeva anche che veniva attaccata pesantemente una giornalista come  Federica Angeli, quasi che il problema fosse lei e non chi minacciava di morte lei e i suoi figli.”
Scrive in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che spiega: “Alcuni anni fa ho avuto ad Ostia la mia casa e la mia macchina incendiata e pochi mesi fa dietro la porta della mia abitazione, alle tre di notte, mi hanno lasciato un cuore e un fegato. La solidarietà l’ho ricevuta fuori da Ostia. Il 22 gennaio del 2017 molti di quelli che oggi stanno organizzando manifestazioni contro la mafia, dopo l’aggressione al giornalista Daniele Piervincenzi, hanno protestato allora contro il commissariamento per mafia sfilando insieme a Casapound che alle  elezioni del 5 novembre ha ricevuto il sostegno di Roberto Spada. Quindi allora non hanno avuto alcun problema a sfilare insieme a Casapound contro il commissariamento gridando che ad Ostia la mafia non c’era, il problema non erano gli Spada ma lo Stato”.
“E’ questa di Ostia una drammatica ipocrisia che coinvolge tutti.” Prosegue l’ecologista “Ora si rende necessario un taglio netto e deciso, gente come gli Spada non possono più stare ad Ostia spadroneggiando e non può trovarsi a piede libero chi manganella e spacca i setti nasali. Alla Procura della Repubblica di Roma e alla DNA chiedo l’apertura di un’indagine ad Ostia dopo il voto nel municipio. In particolare va verificato se i clan criminali già condannati per associazione a delinquere di stampo mafiosi, che esercitano in alcune zone del litorale romano un controllo sociale elevato, abbiano condizionato  il voto dei cittadini.”
“Ritengo necessaria – conclude Bonelli – l’apertura di questa indagine anche alla luce di notizie riportate dagli organi di informazione, di testimoni che parlano di esponenti riconducibili ai clan che sostavano di fronte ai seggi.”
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