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Domenica 25 Luglio 2010 22:11 |
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Che il professor Umberto Veronesi fosse un fiero sostenitore del ritorno al nucleare in Italia era cosa nota da anni. Ed è forse questa una delle ragioni per cui il ministro stefania Prestigiacomo ha proposto al senatore del Partito democratico, scienziato di rilievo internazionale, di ricoprire il ruolo di presidente dell’Agenzia per la sicurezza sul nucleare. Neppure è arrivata la risposta del diretto interessato, che il segretario Pier Luigi Bersani ha posto un severo vincolo alla decisione da rendere: se il professore sceglierà di accettare l’offerta del centrodestra, allora dovrà dimettersi e lasciare il suo posto a Palazzo Madama. Delle due l’una, e tertium non datur. Ma Veronesi, che tornò in politica ottantaduenne per espressa volontà dell’ex segretario Veltroni, è innanzitutto uno scienziato, e guidare la neonata agenzia sarebbe un’attrattiva non da poco, in considerazione di quanto sostenuto anche recentemente a favore dell’energia nucleare. «se accetterò questo incarico - ha detto il professore - lo farò per il progresso scientifico e per vedere questo paese che amo svilupparsi in modo civile» potizzare dunque le dimissioni da senatore del Pd, nonostante le pressioni a rimanere rinunciando all’offerta fatte nelle ultime ore, è più che una possibilità.
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Martedì 20 Luglio 2010 02:57 |
Da quando Scajola si è dimesso, il ministro dell’Ambiente è diventata la paladina del nucleare. In questi giorni è volata negli Usa per firmare nuovi accordi, mentre con la manovra impazzano i tagli ai Parchi
Non appena arrivarono le dimissioni di Scajola, il primo pensiero di Stefania Prestigiacomo fu il nucleare: «La costruzione i nuove centrali è un progetto fondamentale che va portato avanti comunque», annunciò durante la Festa delle asi del Wwf. Era la mattina del cinque maggio. Solo qualche ora prima, Scajola si era dovuto far da parte dopo l’annuncio di aver avuto una casa «pagata a sua insaputa». La mancanza di tatto della ministra è però giustificabile: evidentemente, ci teneva al ruolo da protagonista nella rinascita del nucleare in Italia. Nel dicembre del 2009, fece scoppiare una “quasi” crisi di governo sulla questione. Soltanto la mediazione di Gianni Letta fece rientrare il conflitto. Ma l’obiettivo alla fine lo ha raggiunto. Ieri, infatti, la ministra è volata fi- no a Washington per firmare, in pompa magna, il trattato di sicurezza nucleare con gli Stati Uniti. È comprensibile, quindi, che abbia relegato a impercettibili rumori di fondo e polemiche sulla finanziaria di Tremonti che taglia drasticamente i soldi destinati ai Parchi e all’ambiente. Ora, la cosa che preme di più alla Prestigiacomo è soltanto una: autoeliminatosi Scajola, lei è rimasta da sola a gestire l’intera partita delle nuove centrali atomiche. Da quando c’è la vacatio al ministero per lo Sviluppo economico, si nota per il suo iperattivismo. Il 22 giugno è stata a Flamanville, in Francia, per visitare l’impianto atomico dell’Areva, la società francese che rientrerebbe nell’accordo per le nuove centrali italiane. Qualche settimana prima, aveva invece firmato un ac-procordo sul nucleare con la Slovenia. E in ogni intervento pubblico, non perde occasione per magnificare le sorti di questa fonte che lei ritiene «pulita» e «a impatto zero». Gli Stati Uniti, dove il ministro sta partecipando al Major economics forum sulle nuove tecnologie ambientali, sono l’ultima tappa di un percorso cominciato con la decapitazione di Scajola. La Prestigiacomo oggi firmerà con l’Agenzia governativa americana un trattato sulla sicu ezza nucleare. Sarà il suo personale incoronamento. «Un ulteriore passo in avanti verso la de- finizione di una via italiana al nucleare su cui il governo ha deciso di scommettere», spiega infatti il ministero dell’Ambiente in una nota ufficiale. Infatti domani, il ministro volerà a Pittsburgh per visitare la sede della Westinghouse, la multinazionale americana dell’atomo (acquistata nel 2006 da Toshiba) che il nostro governo ha scelto come interlocutore, assieme ai francesi e ai russi di Rosotom. Il ministro dell’Ambiente, insomma, è diventata ormai la referente unica sul tema.
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Domenica 18 Luglio 2010 21:19 |
«Presenteremo un esposto a tutte le Procure». A colloquio con Angelo Bonelli, presidente dei Verdi. «Far pagare l’accesso alle spiagge è un reato. C’è una lobby trasversale che fa affari enormi»
Reduce dalla manifestazione di sabato mattina a Ostia, lungomare romano, il leader del Sole che ride avverte: «Domani faremo un esposto a tutte le Procure italiane per estorsione. Far pagare l’accesso alle spiagge è un reato». Perché la legge che sancisce la balneazione libera ai cittadini non viene rispettata? C’è un partito trasversale che vuole tutelare le grandi lobby. Il giro d’affari intorno al turismo balneare è di 5miliardi di euro. Negli anni si è creata un’anomalia tut-ta italiana, non esiste nessun altro Paese in Europa con una così alta concentrazione di spiagge accessibili solo a pagamento. Eppure i propietari degli stabilimenti balneari piangono miseria, tanto da aver minacciato uno sciopero contro l’aumento dei canoni. I canoni demaniali sono fissi da anni, con la legge del 2006 proposta fdai Verdi abbiamo imposto, ad esempio, ad un esercizio commerciale sulla spiaggia, che insiste sul demanio pubblico, di pagare un canone pari al valore di mercato, ovvero uguale ad un esercizio commerciale prospiciente che si trova sulla strada.
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Mercoledì 30 Giugno 2010 03:54 |
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Editoriale del corriere della sera del 30 giugno 2010
I Poteri Forti hanno smesso finalmente di interferire col basilico della Riviera? Il silenzio della Cia (non l'Intelligence: la Confederazione Italiana Agricoltori), che diede la tessera di socio onorario al governatore genovese «come apprezzamento per le iniziative assunte a difesa del pesto e del basilico liguri» contro l'Europa «suddita dei Poteri Forti», rassicura. Almeno su quel fronte, forse, non si avvistano complotti.
Per il resto, dicono gli archivi di questi mesi, siamo immersi negli intrighi. Quando Roberto Calderoli accusa generici Poteri Forti («non sono così ben definiti da poterli nominare per nome e cognome...») di essere «impegnati in una manovra nella quale il Corriere della Sera sta ricoprendo una parte di spicco», non solo sopravvaluta forse quei poteri che spesso sono divisi e qualche volta impotenti. Ma arriva in coda a centinaia di denunce così allarmate e contrastanti da commentarsi da sole.
Sostiene ad esempio il verde Angelo Bonelli che no, mica è vero che questi complottaroli ce l'hanno con Berlusconi perché «vedono un governo che tocca i loro privilegi» (tesi del ministro bergamasco) ma anzi «è evidente che dietro il federalismo demaniale si nasconde la più grande speculazione immobiliare della storia» per «fare la fortuna dei Poteri Forti». E se Renato Brunetta si lagna che «questo governo con la riforma della scuola e della giustizia ha contro i Poteri Forti» Nicola Mancino sentenzia l'opposto: «I Poteri Forti sono tanti. E l'autonomia e l'indipendenza della magistratura sono indebolite dalle interferenze di questi poteri». Di qua Stefania Craxi vede nell'inchiesta di Trani «la prova della congiura della magistratura politicizzata» proprio «come nel 1992, con magistrati e Poteri Forti a menare le danze», di là Luigi De Magistris ribatte che «vogliono rendere i magistrati vassalli del grande feudatario Berlusconi e dei Poteri Forti che non tollerano il controllo della legalità ».
Antonio Di Pietro è indagato per la gestione dei rimborsi elettorali? Spiega che «l'Idv è da mesi target di un bombardamento politico e mediatico da parte dei Poteri Forti». Guido Bertolaso non si dimette? Paolo Ferrero si chiede se non sia «coperto dai veri Poteri Forti». L'Economist propone ironico di separare il Sud dall'Italia associandolo alla Grecia in uno Stato denominato «Bordello »? Raffaele Lombardo ribatte che il magazine è «espressione dei Poteri Forti della globalizzazione ». Finché il neofascista Roberto Fiore, cui non garba che Roma destini 13 milioni al museo della Shoah, strilla che perfino questo è «un omaggio ai Poteri Forti ». Ma da che razza di parte stanno, questi Poteri Forti? Capiamoci: i Poteri Forti non sono invenzioni cervellotiche come i Savi di Sion dei fantomatici Protocolli. Certo che esistono centri di potere economico, finanziario, massonico, lobbista... Da noi come ovunque. E che cerchino di pesare negli affari del Paese lo diamo per scontato. Ma non è ridicolo pensare che Craxi e D'Alema, Prodi e Berlusconi, per citarne quattro che si sono lagnati, avessero ogni volta «tutti» i Poteri Forti contro, fossero a destra o fossero a sinistra? Ha scritto Ernesto Galli della Loggia che «poche cose come la polemica contro i "Poteri Forti" rivelano la pochezza intellettuale e insieme il primitivismo ideologico di chi se ne fa autore ». Esatto. Di più: rivelano l'incapacità della politica di fare, sul serio, politica.
Gian Antonio Stella 30 giugno 2010
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Giovedì 24 Giugno 2010 22:54 |
Wwf, Legambiente e Greenpeace al governo: «Più impegno sulle fonti pulite». Numeri alla mano gli ambientalisti spiegano il no a carbone e nucleare e il sì all’aumento del target di riduzione dei gas serra al 30%
Bisogna fare di più sulle fonti rinnovabili, abbandonando invece l’idea di tornare alle centrali nucleari. lo dicono le associazioni ambientaliste Greenpeace, legambiente e Wwf, che hanno tenuto ieri una conferenza stampa a roma, chiedendo al governo un maggiore impegno sull’energia pulita. Secondo le associazioni, il «piano di sviluppo delle fonti rinnovabili presentato dimostra che l’italia può raggiungere gli obiettivi europei previsti per il 2020, ma è comunque necessario fare di più e meglio, valorizzando le potenzialità del Paese in questo settore». Proprio in quest’ottica, il direttore di Greenpeace, Giuseppe onufrio, il presidente di legambiente, Vittorio coglia-ti Dezza, e la responsabile clima ed energia del Wwf, mariagrazia midulla, hanno presentato due documenti: il primo chiede all’esecutivo obiettivi più ambiziosi per quanto riguarda le rinnovabili, l’altro chiede all’italia di sollecitare l’innalzamento al 30% della riduzione di gas serra prevista entro il 2020.
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