Il progetto dell’inceneritore di Tarquinia è un inquinante tuffo nel passato

In un momento di emergenza climatica e necessità di avviare urgenti azioni di contrasto ai cambiamenti climatici, i Verdi ed esponenti di Europa Verde di Civitavecchia e del Lazio...

In un momento di emergenza climatica e necessità di avviare urgenti azioni di contrasto ai cambiamenti climatici, i Verdi ed esponenti di Europa Verde di Civitavecchia e del Lazio ritengono positivo che vi sia uno schieramento trasversale di tutte le forze politiche locali ma sono convinti che servano impegni concreti anche da parte degli attori istituzionali a livello superiore.

I Verdi di Civitavecchia, con il coordinatore Gianluca Gori, affiancato dal portavoce Regionale Nando Bonessio, si dichiarano assolutamente contrari alla realizzazione dell’inceneritore, proposto dalla Società A2A Ambiente di Brescia, nella zona di Pian dei Cipressi – Pian d’Organo nel comune di Tarquinia ma a ridosso dei territori di Civitavecchia e Allumiere.

Non è infatti percorribile l’inserimento di un’ulteriore fonte di inquinamento dell’aria e del suolo in un territorio già fortemente antropizzato, a vocazione paesaggistica e agricola e con una concentrazione di attività industriali già ben oltre la soglia di sostenibilità.

È dimostrato che impianti di questo tipo ben difficilmente riescono a rispettare i parametri imposti, sforando spesso nelle curve giornaliere dei livelli di produzione di agenti inquinanti. Aggiungere emissioni di metalli pesanti e leggeri a quelli già prodotti dal polo energetico e dal porto e agli inquinanti tipicamente presenti nell’aria, sarebbe un danno incalcolabile per una popolazione già provata dal punto di vista sanitario.

In questo senso, gli esponenti di Verdi ed Europa Verde chiedono alla Regione Lazio di applicare, per i territori costieri dell’Alto Lazio, la recente legge per le “Aree ad alto rischio di crisi ambientale”. In questo modo, diventerebbe impossibile aggiungere un qualsiasi impianto industriale inquinante in un territorio già oltremodo compromesso.

Inoltre, gli inceneritori sono ormai fuori dai più innovativi processi dell’economia circolare, in quanto, oltre a bruciare tonnellate di rifiuti (il progetto ne prevede fino oltre le 500.000 tonnellate all’anno), ne producono di nuovi e più pericolosi, in rapporto maggiore di un terzo rispetto a quello bruciato, pari, nel caso specifico, a circa 170.000 tonnellate all’anno di ceneri pesanti e leggere da smaltire comunque in discariche come rifiuti tossici speciali, per i quali i comuni che usufruirebbero del servizio pagherebbero conti salatissimi.

Diciamolo chiaramente: A2A Ambiente sta proponendo un inceneritore della peggior specie, che produce, sì, energia elettrica ma con un costo enorme e ingiustificato.
Usciamo poi dall’ambiguità: nessuno usi più l’ipocrita definizione di “termovalorizzatore” per mascherare ciò di cui davvero si tratta, un “inceneritore”.
Una volta per tutte si dica ai cittadini la verità: questi impianti non ricadono nel modo più assoluto nell’ambito delle produzioni rinnovabili. L’energia (elettrica e termica) prodotta dall’incenerimento è comunque minore di quella che servirà per rigenerare i materiali usati come combustibile (plastica, carta e legno) e produce altri materiali da mandare in discarica in rapporto di 1 a 3.

Non è questa la strada che porta a un contenimento dei cambiamenti climatici in atto e a un’inversione del processo di riscaldamento globale. Anzi, lo peggiora.
Non solo, il traffico veicolare diretto all’inceneritore – uno dei maggiori responsabili di molte delle malattie respiratorie urbane – si aggiungerebbe a quello attuale. In particolare, a Civitavecchia si sommerebbe l’inquinamento prodotto dalle grandi navi del porto, quello della centrale a carbone e quello del nuovo inceneritore. È facile prevedere un aumento delle emissioni di polveri sottili e diossina per circa 40.000 unità all’anno con danni irreversibili all’ambiente e alla salute: come se un’altra Civitavecchia si mettesse in moto!

Un’opera che va fermata subito, che comporterebbe molti costi e nessun beneficio economico per cittadini, più inquinamento, peggioramento della qualità dei terreni e dei mari, incremento del traffico veicolare, più rifiuti da mandare in discariche speciali, incremento occupazionale trascurabile e nessuna buona pratica di rigenerazione e riutilizzo del ‘bene’ rifiuto.

Come Verdi – Europa Verde siamo felici che in queste ore si sia formata una sensibilità trasversale agli schieramenti politici e contraria alla realizzazione dell’inceneritore. Bene ha fatto il Sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco, a convocare con urgenza la conferenza dei capigruppo e lo stesso il Sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi, per arrivare a una sorta di consiglio comunale unito nella giornata di venerdì. Positiva anche la comunicazione del neosegretario del PD civitavecchiese, Stefano Giannini, – a cui facciamo i migliori auguri di buon lavoro, – che ha riferito la posizione della Regione Lazio.

Riteniamo tuttavia fondamentale che già dai prossimi giorni si dia seguito, con azioni concrete da parte di tutti gli attori in gioco, anche nel rispetto del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (attualmente approvato solo in Giunta Regionale), all’applicazione della corretta gerarchia del trattamento dei rifiuti, che non contempla questo inceneritore.

Come Verdi – Europa Verde saremo sempre sostenitori, al di là di ogni colore, di questa battaglia di civiltà e progresso perché l’ambiente e la salute sono beni comuni primari e irrinunciabili.

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