Riportiamo al centro del dibattito politiche e stili di vita ambientali

Questo vuole essere un appello a ritrovare quell'unità che tanto servirebbe ad un movimento ecologista come il nostro per riportare al centro dell'agenda politica italiana le tematiche e gli stili di vita ambientali.
Stili di Vita ambientali

Ho letto con grande attenzione gli interventi di Paolo Galletti e Massimiliano Di Giorgio che hanno aperto un dibattito molto importante sul quello che siamo e quello che dovremmo fare.

Interventi che mi hanno sollecitato questa riflessione.  Come Verdi siamo coscienti dei nostri limiti e di non aver saputo interpretare le richieste della società odierna. Ma siamo anche coscienti dei limiti della nostra società in cui viviamo dove il consumismo ha prevalso di gran lunga sulla conservazione delle risorse, dove le energie fossili hanno ricevuto più sussidi delle rinnovabili, dove, come accaduto in Italia, il CIP6 è stato assimilato alle rinnovabili, dove i pesticidi e gli OGM hanno prevalso sul concetto di sicurezza alimentare, dove l’abusivismo edilizio ha prevalso sulle leggi grazie ai condoni edilizi e alle deregulation, dove l’illegalità ha prevalso sull’etica e sull’ecologia della politica.

Ma non saremmo onesti con noi stessi se non riconoscessimo anche che grazie ai Verdi oggi abbiamo la legge sui Parchi, la legge contro la caccia, il conto energia, lo stop agli OGM e tantissime altre norme proposte ed approvate durante i 30 anni di vita dei Verdi. Un grande lavoro di sensibilizzazione della classe politica che abbiamo svolto quando eravamo nelle aule parlamentari e proseguito anche quando non siamo riusciti ad entrare, al governo o all’opposizione. La conversione ecologica partita nel 1987 non si è più fermata.

Alla luce dei risultati ottenuti, non mi pare che altri tentativi di movimenti ecologisti abbiano avuto in Italia un affermazione tale da essere ricordata. E questo è accaduto non solo per l’indifferenza dei cittadini alle questioni ambientali ma anche per la conflittualità presente nelle diverse anime dell’ecologismo italiano, dove i vari esponenti invece di unirsi ed essere solidali hanno pensato di chiudersi dentro le Fondazioni per gestire in maniera egoistica e senza esporsi politicamente nell’unico partito che è riconosciuto a livello europeo e che fa parte dei Global Greens.

Ma bando alle recriminazioni, questo vuole essere un appello a ritrovare quell’unità che tanto servirebbe ad un movimento ecologista come il nostro per riportare al centro dell’agenda politica italiana le tematiche e gli stili di vita ambientali.

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