Riscoprire Aldo Sacchetti, per una visione globale dell’ecologismo

Il ricordo di Aldo Sacchetti, medico igienista, già docente delle Università Verdi e Responsabile igiene Pubblica della Regione Emilia Romagna
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Riscoprire Aldo Sacchetti, maestro di pensiero per una visione globale dell’ecologismo

Aldo Sacchetti, medico igienista, responsabile igiene pubblica della Regione Emilia Romagna coordina nel 1974 lo studio globale sull’inquinamento nel territorio regionale, fattori di generazione e linee di intervento. La sua preparazione scientifica e la sua conoscenza dettagliata e puntuale dei problemi ecologici si unisce ad una conoscenza di autori come Gregory Bateson, della fisica e della biologia più avanzata oltre che della medicina.

I suoi testi “Sviluppo o Salute, la vera alternativa” e soprattutto ” L’Uomo Antibiologico” (che conosce numerose ristampe ed edizioni tra cui una con postfazione di Laura Conti) segnano una svolta nel pensiero ecologista in Italia, ponendo le basi per una visione globale ed autonoma, con una solida base scientifica e con una forte connotazione sociale.

Fino ad allora l’ecologismo italiano si era collocato o come una corrente innovativa del pensiero di sinistra o come fenomeno naturalistico, slegato dal contesto sociale.

Aldo Sacchetti, (con l’eccezione di Alexander Langer, che però non offre un testo organico ma interventi di tipo giornalistico legati al suo impegno militante), rappresenta quindi una visione inedita di autonomia ecologista radicale.

Negli anni ottanta la sua incredibile capacità divulgativa lo porta a tenere innumerevoli lezioni nei corsi autogestiti delle numerose Università Verdi nate in tutta Italia.

Partecipa attivamente alla nascita dei Verdi in Italia. Sua la relazione introduttiva al loro primo convegno a Pescara nel 1986. Suoi gli studi che stanno alla base del referendum contro i Pesticidi del 1989. Scrive sulla rivista dei verdi emiliano romagnoli “La Malalingua”. Nel 1987 partecipa addirittura ad un comizio in piazza Maggiore a Bologna.

Leggerlo o rileggerlo oggi rappresenta una grande opportunità.

In Italia il pensiero ecologista è stato smembrato e i vari brandelli utilizzati, a proprio comodo, per altri scopi. Oggi in Italia si può essere vegani senza essere biologici. O essere biologici ma xenofobi. Varie parti usano, ad esempio, l’animalismo o la lotta contro gli inceneritori all’interno di contesti di pensiero che costituiscono la negazione stessa dell’ecologismo.

Questa parcellizzazione interessata ha svuotato l’ecologismo della sua forza vitale e lo ha ridotto a questione secondaria dentro programmi che reiterano i mantra dello sviluppo e della crescita industrialista.

Questo quando da una parte crescono nella società realtà economiche e sociali frutto della visione ecologista e mentre si aggravano, fin quasi al punto di non ritorno, tutte le questioni dell’inquinamento ambientale e della salute. Si pensi solo alla questione climatica o alle malattie degenerative.

Per costruire una visione ecologista globale che connetta i vari aspetti della complessità ecologista e sociale a livello globale, il pensiero di Aldo Sacchetti rappresenta oggi un’oasi ricca di fresche acque e di palme fruttifere nell’ attuale traversata del deserto.

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