Roma: addio referendum sull’acqua pubblica e Raggi chiarisca mistero spartizioni

La decisione della Sindaca Raggi di prolungare il sistema privatistico di gestione dell'acqua affidandolo ad ACEA mette una pietra sopra l'esito del Referendum sull'acqua pubblica
acea roma

”Apprendiamo che la sindaca Raggi ha deciso di perpetuare fino al 2031 l’attuale sistema privatistico di gestione dell’acqua, affidato alla multiutility Acea Spa quotata in borsa, il tutto con buona pace del referendum sull’Acqua Pubblica. La stella del M5s che rappresenta il referendum è tramontata.” Lo scrivono in una nota Guglielmo Calcerano e Silvana Meli, co-portavoci dei Verdi di Roma.

”Il tutto senza fornire i dati percentuali sugli effetti delle riparazioni che Acea avrebbe effettuato sulla rete idrica colabrodo e con dichiarazioni della Sindaca che sono vere e proprie castronerie mistificatorie: ‘Roma ora è autosufficiente, non preleva più dal lago di Bracciano’. Ma quando mai! Innanzitutto Roma – spiegano gli ecologisti – continua ad essere servita da acquedotti che attingono anche fuori dalla provincia e si accinge al raddoppio del Peschiera, che preleva in provincia di Rieti. In secondo luogo, teoricamente, Bracciano non avrebbe mai dovuto essere una fonte di captazione ordinaria per servire la Capitale, ma solo una riserva di emergenza, che la gestione scellerata di Acea ha messo a rischio. Il resto sono chiacchiere”.

”Ecco invece i fatti – concludono Calcerano e Meli – Insistiamo nel chiedere, come facciamo sin dall’estate del 2017, una moratoria totale sulla distribuzione degli utili tra i soci Acea (Comune, Caltagirone, Suez) fino alla riduzione delle perdite idriche, oggi prossime al 40%, agli standard europei. Mentre milioni di litri di acqua vanno sprecati, perché Raggi non informa la cittadinanza su quanti utili intende auto-assegnarsi quest’anno?”

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