Savona: promesse sulla cultura disattese, ecco le domande dei Verdi

Alcune domande presentate dai Verdi di Savona su promesse disattese in termini di cultura all'attuale giunta comunale

Alcune domande presentate dai Verdi di Savona su promesse disattese in termini di cultura all’attuale giunta comunale

DOVE LA CULTURA?

La Giunta Comunale savonese era andata al governo lo scorso anno suonando la musica che tutto sarebbe cambiato e che finalmente si sarebbe puntato sulla cultura, quale fattore per il rilancio della città. Un anno fa si sprecavano le dichiarazioni della Sindaca Caprioglio a tal proposito e quali positive “magnifiche sorti e progressive” avremmo visto appena passato il momento piu’ difficile dell’identificazione del predissesto comunale.Se un cittadino o una cittadina passa dallo IAT tuttora presente in darsena avrebbe invece il quadro desolante della situazione poiche’ in pochi pannelli esterni si cercano di rendere visibili i principali monumenti e musei visitabili in città ma non tutti riducendo ancora il quadro dell’attuale triste situazione della cultura cittadina. A questo punto i Verdi pongono alcune domande:

a) Perche’ si continua con lo slogan della Città dei Papi quando Savona è pure Medaglia d’oro della Lotta di Liberazione e qui fu ideata da Mazzini la Giovine Italia durante la prigionia al Priamar? Perche’ l’apertura della cella di Mazzini non viene lasciata al museo archeologico ,che ha presentato un progetto in tal senso?

b) Perche’ il museo Pertini-Cuneo viene aperto solo due ore la settimana e i turisti nonche’ le turiste non vengono neppure indirizzati/e alla visita della chiesa Stella Maris,che rappresenta un momento molto alto delle capacità artistiche della scultrice Renata Cuneo?

c) Perche’ nei pannelli suddetti non viene pubblicizzato il museo archeologico ,che potrebbe essere la partenza per un programma di visite guidate del Priamar? Perche’ i visitatori e le visitatrici quando vanno in Pinacoteca a visitare il museo della ceramica non vengono indirizzate/i verso il museo archeologico dove troverebbero le origini della maiolica savonese,che non nasce “sotto un fungo” ma anzi rappresentò per secoli una eccellenza artistica cittadina come è ben documentato sul Priamar?

d) Perche’ il museo archeologico,unico caso in Italia e forse in Europa, deve andare avanti senza finanziamenti pubblici neppure per la direzione scientifica frenandone le potenzialità espositive e le possibilità di progettualità culturale?

e) Perche’ il materiale del museo di storia naturale non viene esposto almeno a rotazione negli spazi del Priamar in modo da dare ad esso una lettura scientifica aggiornata e farne la premessa di un organico discorso scientifico con il museo archeologico?

f) Perche’ non vengono proposti itinerari turistici legati all’arte liberty o all’arte contemporanea in città?

g) Perche’ il Comune non promuove il museo Apple, unico in Italia, che langue al piano di sopra dello IAT in darsena senza che neppure la cittadinanza ne conosca quasi l’esistenza?

h) Perche’ la promozione turistica non viene integrata con l’attività della Diocesi e dei comuni vicini in modo che possano essere creati itinerari legati al barocco,che in città e nelle località vicine ebbe una crescita estremamente importante? Si tratta di alcuni quesiti ,che dovrebbero trovare risposta e che si sono posti sostanzialmente tutte e tutti coloro che venerdì hanno partecipato alla manifestazione di verdi e noi per Savona dinanzi a villa Zanelli.

Si tratta di quesiti, che vogliono costituire uno degli elementi distintivi da porre all’attenzione di tutti i soggetti cittadini per la creazione di un nuovo processo politico come Campo Progressista pure in città.

Danilo Bruno

Info 3292239928

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