Savona: Signora Sindaca per favore cambi occhiali, non siamo in 3D

Salvare il fronte mare di Savona, riallocare le risorse economiche per una scelta differente su dove poter realizzzare nuove strutture
savona lungomare
In questi giorni sono apparsi sui quotidiani locali i consueti suoni a festa del centrodestra cittadino a cominciare dalla Sindaca Caprioglio,che probabilmente vede il mondo savonese attraverso le lenti di una realtà virtuale, per cui tutto sarebbe risolto ovvero:18.000.000 di euro arriveranno per la passeggiata del ponente savonese mentre i cinque milioni di villa Zanelli verranno dirottati su Palazzo S.Chiara ove saranno collocati: l’auditorium dell’Università, uffici comunali e la biblioteca civica anche se forse sfugge ma è cosa nota ai più (ad oggi mai smentita) ovvero parrebbe che i soli spazi attualmente esistenti non sarebbero sufficienti neppure per l’attuale biblioteca civica.
Noi Verdi non vorremmo turbare la gioia e l’esultanza della Sindaca di Savona ma vorremmo solo ribadirLe alcune certezze così che possa trasmetterle ai progettisti:
a) non accetteremo alcuna costruzione privata sul fronte mare del ponente savonese e neppure a ridosso della strada in via generale fatto salvo che non si tratti di alberghi, strutture legate al tempo libero e alla balneazione o al limite progetti  di riqualificazione abitativa volti all’edilizia economica popolare e al social housing a monte di via Nizza;
b) occorrerà chiarire dove si vuole far passare il traffico in entrata su Savona poiche’ o si vieta la circolazione su via Nizza ai mezzi pesanti e simili o si dovrà spiegare come si possa far stare sulle medesima sede piste ciclabili,passeggiata a mare,traffico in entrata verso Savona e zone per il tempo libero oppure si penserà forse di portare di nuovo tutto il traffico su Legino e via Stalingrado?
c) Villa Zanelli deve divenire il museo del Liberty e non una residenza per “nobili stanchi” e “miliardari a riposo” associata ad un museo per asciugamani e costumi da bagno.Noi conosciamo già il progetto del museo del Liberty mentre del “suo museo” ad oggi conosciamo solo il titolo.
Questi sono solo i primi appunti iniziali poiché valuteremo i progetti esecutivi sapendo che non si riqualifica un’area con una nuova colata di cemento e la privatizzazione degli spazi e della spiaggia come peraltro già in primavera ben era stato fatto presente dai vari comitati civici delle Fornaci.
E’ una grande occasione per Savona ma non possiamo vederla soccombere sotto l’ennesima colata di cemento senza alcuna prospettiva innovativa per la città a cui rimane solo bitume e al posto del carbone poter vedere una  piattaforma in costruzione, che rischia di distruggere il litorale savonese per i prossimi decenni.
da Danilo Bruno – Responsabile Verdi Savona
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