Siccità: chiudere i nasoni, la rivoluzione dal basso di Galletti che emargina

La responsabilità della dispersione dell'acqua non è a causa dei Nasoni, questo modo di trattare la siccità emargina una fetta della popolazione

La responsabilità della dispersione dell’acqua non è a causa dei Nasoni,  questo modo di trattare la siccità emargina una fetta della popolazione

“Lo Stato non fa manutenzione del territorio, la rete idrica tra prelievo ed erogazione lascia per strada il 27% dell’acqua, si approvano leggi mangia-suolo a danno dell’assetto idrogeologico, si smantellano i parchi nazionali: poi a giugno 2017 il ministro Galletti scopre che c’è la siccità, e l’unica cosa che propone è una misura che non dipende da lui, cioè invita il Sindaco di Roma a chiudere le fontanelle… Ma i ‘nasoni’ a Roma scaricano appena l’1% dell’acqua giá in circolo, garantiscono la pressione nelle tubazioni, puliscono le fognature.” scrivono in una nota i portavoce dei Verdi di Roma Guglielmo Calcerano e Silvana Meli, che proseguono:
“E nella Capitale almeno diecimila persone vivono per strada. Uomini soli ma anche famiglie, anziani, bambini, che hanno come unica fonte di acqua le fontanelle pubbliche. E quest’acqua disseta anche gli animali.”
“Se è a partire dagli ultimi che dobbiamo cominciare ad affrontare il cambiamento climatico – concludono Calcerano e la Meli –  Galletti trovi i fondi per dotare tutti i ‘nasoni’ di Roma di rubinetti e piattino per i cani: altrimenti si pensi piuttosto allo spreco di acqua prodotto da agricoltura e allevamento intensivi, e lasciamo perdere queste rivoluzioni da basso, dettate dall’alto”.
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