Siracusa, il sequestro dell’area più inquinata d’Italia sancisce fallimento istituzioni

Dobbiamo rilevare e denunciare come in Italia il principio 'chi inquina paga' non è mai applicato

Le istituzioni non fanno il loro dovere e l’autorità giudiziaria deve supplire alle carenze di istituzioni

“Il sequestro da parte della Procura della Repubblica per inquinamento dell’area del petrolchimico di Siracusa dimostra ancora una volta come le istituzioni non facciano il loro dovere e l’autorità giudiziaria debba supplire alle carenze di queste ultime” scrivono in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli e il responsabile nazionale dei Verdi legalità e contrasto alle mafie Giuseppe Patti, che proseguono:
Si tratta di una delle aree più inquinate d’Italia con una presenza di patologie accertate dall’Istituto Superiore di Sanità in aumento esponenziale (ad esempio il tumore alla tiroide). Anche in questo caso l’intervento dell’autorità giudiziaria, come è successo a Taranto, evidenzia l’incapacità e la non volontà delle istituzioni preposte (in questo caso la Regione Sicilia e il Ministero dell’ambiente) di svolgere il loro dovere eseguendo i controlli necessari per monitorare i livelli d’inquinamento in quell’area a rischio della provincia di Siracusa già pesantemente penalizzata dal punto di vista ambientale. Una dimostrazione evidente di latitanza di queste istituzioni.”

Perchè il sistema di controllo non ha funzionato?

“Ora spetterà alla magistratura verificare – spiegano gli ecologisti – il perché il sistema di controllo non abbia funzionato, ma noi dobbiamo rilevare e denunciare come in Italia il principio ‘chi inquina paga’ non è mai applicato. Da Siracusa a Porto Torres in Sardegna, dalla Valle del Sacco nel Lazio fino a Taranto con l’Ilva passando per la Laguna di Grado e Marano in Friuli Venezia Giulia i danni ambientali determinati dall’inquinamento sono pari a 220 miliardi di euro.”

Il 12% dell’intera popolazione nazionale esposta a contaminazioni

“In Italia – concludono Bonelli e Patti – vi sono almeno 15 mila siti da bonificare pari a una superficie di 7300 Kmq che riguarda una popolazione esposta alla contaminazione di queste aree altamente inquinate di circa il 12% dell’intera popolazione nazionale (circa 6-7 milioni di persone), per questo è necessario urgentemente un Piano nazionale delle bonifiche.”
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