Sulla caccia il silenzio angosciante di Galletti

Chiedo al ministro dell’Ambiente di uscire dal suo silenzio e di rispondere perché non si dimentichi che lui è il ministro dell’Ambiente non della Caccia.
Caccia

E’ un silenzio angosciante. Quello del ministro dell’Ambiente Galletti che non risponde alle richieste dei Verdi e delle maggiori associazioni ambientaliste che hanno chiesto lo stop dell’attività venatoria ai sensi dell’art.8 comma 4 legge 5 giugno 2003 n.131 e del secondo comma dell’art.120 della Costituzione.
Ad oggi, secondo i dati del sistema Copernicus che monitora gli incendi in Europa, siamo arrivati a quasi 127 mila ettari distrutti dal fuoco che hanno portato alla morte di oltre 50 milioni di animali. Il fuoco ha distrutto aree naturali, alterato e compromesso la catena alimentare di molte specie che non troveranno più cibo con cui alimentarsi.
Di fronte a questa tragedia ecologica il ministro dell’Ambiente, che ha il potere di intervenire, rimane in silenzio consentendo che si possa sparare in queste condizioni alla fauna e l’avifauna che sono stremati dagli incendi, dalla siccità e alla ricerca di cibo. Il silenzio del ministro è ancor più angosciante se pensiamo che proprio l’organismo tecnico scientifico del ministero dell’Ambiente, l’Ispra, ha chiesto la sospensione della caccia.
Le Regioni non hanno considerato il parere dell’Ispra – spiega l’ecologista – e hanno autorizzato addirittura le pre-aperture: gli animali non contano nulla perché anche di fronte a questa tragedia contano gli interessi degli armieri e i voti dei cacciatori.
Chiedo al ministro dell’Ambiente di uscire dal suo silenzio e di rispondere perché non si dimentichi che lui è il ministro dell’Ambiente non della Caccia.

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