A Taranto l’immunità penale è garantita per legge agli acquirenti Ilva

A Taranto l'immunità penale è garantita per legge agli acquirenti Ilva, si tratta di una palese violazione della Costituzione

A Taranto l’immunità penale è garantita per legge agli acquirenti Ilva, si tratta di una palese violazione della Costituzione

Ilva va alla cordata Arcelor Mittal Marcegaglia e oggi possiamo dire che l’Italia diventa il primo paese al mondo che garantirà l’immunità penale agli acquirenti se questi violeranno le norme di tutela ambientale, della salute e dell’incolumità pubblica. A Taranto si è costruita per legge una zona NoLex dove la Costituzione e i diritti dei cittadini non sono riconosciuti. Per chi avesse dei dubbi ricordo l‘art.2 comma 6 decreto legge 01/2015 su Ilva di Taranto che stabilisce: “Ai fini della valutazione delle condotte connesse all’attuazione dell’Aia e delle altre norme a tutela dell’ambiente, della salute e dell’incolumità pubblica le condotte poste in essere non possono dar luogo a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario” comma modificato dal decreto 98/2016 all’art. 4 comma b che estende l’immunità anche agli affittuari e i futuri acquirenti.

Taranto trasformata in Area NoLex dove vige la Constitutio Criminalis Carolina

È assolutamente preoccupante che, di fronte ad una norma che garantisce l’immunità penale agli acquirenti dell’Ilva e che viola i principi fondamentali della nostra costituzione, non ci sia un’indignazione generale e si assiste ad un silenzio assordante anche da parte degli organi d’informazione, tranne alcune eccezioni. L’art. 3 della nostra Costituzione dice che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, purtroppo bisogna aggiungere tranne a Taranto dove sembra essere vigente la “Constitutio Criminalis Carolina” di Carlo V dove il popolo che doveva subire le pene queste venivano qualificate non sulla base del bene danneggiato, ma in relazione alla posizione dell’accusato: lo stesso reato veniva punito molto diversamente se commesso da persona di basso lignaggio o da un vagabondo.

Un paese civile non avrebbe mai consentito tutto questo, inoltre non si conosce il piano ambientale che verrà scritto da Arcelor Mittal Marcegaglia e i dati , generici, forniti dagli acquirenti parlano chiaro: è un ritorno ad un ciclo produttivo che guarda al passato e che non intende nemmeno guardare alle nuove tecnologie ma pensa ai vecchi impianti per arrivare alla produzione di 10 milioni tonnellate/anno che è quella stessa produzione che aveva messo in ginocchio Taranto e i tarantini con dati epidemiologici agghiaccianti: +21% di morti per tumore tra i bambini e + 50% di malattie tumorali tra i bambini rispetto alla media pugliese.

Dalla lettura delle schede dei commissari Ilva non si comprende come sia stato possibile effettuare l’assegnazione ad Arcelor-Mittal, che è la cordata che prevede di investire meno in ambiente (solo 25 milioni di euro) e che prevede a riportare la produzione a 10 milioni di t/a, ovvero ad un livello insostenibile per la città con quello stesso ciclo produttivo che ha messo in ginocchio i tarantini.

La conversione ecologica è possibile anche all’Ilva

La via della riconversione ecologica di quell’area può seguire gli esempi virtuosi come accaduto a Bilbao a Pittsburgh o nel bacino carbonifero della Ruhr. A Taranto andrebbe istituita un’area No Tax per attrarre investimenti italiani ed esteri nel settore dell’innovazione tecnologica, delle nuove produzioni, del sapere, delle energie rinnovabili il tutto preceduto dalla bonifica dei suoli, delle falde e dei fondali marini. Migliaia di posti di lavoro si potrebbero realizzare in questa direzione. Quella della riconversione ecologica rimane l’unica opzione possibile per il futuro, mentre la verità, purtroppo, è che a Taranto il principio “chi inquina paga” non verrà applicato, perché i soldi dei Riva, gli ex proprietari dell’Ilva, serviranno a riavviare la fabbrica e non per fare le bonifiche, così i veleni rimarranno sui terreni, nelle falde e nei fondali ad avvelenare il futuro dei cittadini e delle generazioni che verranno.

Good Morning Diossina

Non dimentichiamo che Taranto ha pagato e continua a pagare un prezzo elevato in termini di malattie e vite umane, a causa dei veleni che sono entrati nei corpi e nelle vite dei tarantini. Cercare soluzioni diverse è necessario come hanno fatto a Pittsburgh, Bilbao o nella Ruhr. Le nostre proposte possono essere lette e approfondite nel libro gratuito Good Morning Diossina.

Intanto a Taranto i proprietari dell’Ilva avranno l’immunità penale, mentre i nostri intellettuali hanno rinunciato, in questa città, alla loro storica funzione di critica al potere.

Questo articolo è uscito sull’Huffington Post

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