Tor di Valle: nuova conferenza servizi è spreco di tempo e denaro, recuperare esistente

Continuano le operazioni di avvicinamento alla costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle, la realizzazione di un nuovo centro direzionale sarebbe uno spreco di tempo ed energie, quando si potrebbe pensare a recuperare quanto è già in piedi
Stadio Tor di valle-2

“Oggi prende avvio una nuova conferenza di servizi volta a valutare il cosiddetto ‘Stadio della Roma’, anche se, a ben vedere, si tratta piuttosto di realizzare, in deroga al Piano regolatore, l’ennesimo centro direzionale e commerciale. Ma non sarebbe meglio far lavorare gli uffici pubblici su piani di recupero dell’esistente?” – così i portavoce dei Verdi di Roma, Calcerano e Meli, che proseguono: “Adesso, per altri tre mesi, uffici del Comune e della Città Metropolitana di Roma, della Regione Lazio e dei vari Ministeri, a spese della collettività, saranno chiamati a decidere su qualcosa che è del tutto evidente, ossia che non si può cementificare l’ansa del Tevere, sia per motivi inerenti al corretto sviluppo urbanistico, alla sicurezza ed al rischio idrogeologico, sia per il valore ambientale e paesaggistico dell’area.”

“Si vorrebbe eludere – proseguono gli ecologisti – persino la normativa sul commercio, trasformando i negozi siti all’interno dello stadio in “esercizi di vicinato”, e tutto questo con il miraggio di migliorare le condizioni dei quartieri limitrofi, quando invece, con il progressivo taglio delle opere pubbliche, si sta creando la tempesta perfetta della mobilità urbana. La Giunta Raggi ha rinunciato ad un adeguato potenziamento della ferrovia Roma-Lido ed al collegamento con la FL1 (Orte-Fiumicino), di metropolitana neanche a parlarne, ed è saltata anche la realizzazione del ponte di Traiano. Così si peggiora la vita dei cittadini, e non solo dei residenti.”
“Ma perché – concludono Mieli e Calcerano – non si lavora al recupero di quello che è stato già costruito e abbandonato? Roma è piena di spazi commerciali che cadono a pezzi, come la vecchia e la nuova Fiera di Roma. Ci sono aree in cui si sono costruiti mega-palazzi senza realizzare le opere di urbanizzazione, come a Piazza dei Navigatori. La piazza coperta di Arco di Travertino, costata oltre 30 milioni di Euro, è vuota e in stato di degrado. E nonostante a Roma si sia consumato ininterrottamente il territorio dagli anni ’70 in poi, con una popolazione sostanzialmente stabile, siamo ancora in emergenza abitativa, perché si è rinunciato all’edilizia popolare. Ma continuiamo pure così… come disse qualcuno… facciamoci del male”
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