Tra i bimbi migranti e thailandesi, qual è la differenza?

Forse, oltre che pensare, come umani dovremmo sapere ricercare nel profondo di noi stessi i sentimenti di solidarietà per ogni piccola creatura sofferente nel pianeta

Stiamo parlando di un paradosso, siamo col fiato sospeso per i bambini thailandesi bloccati da giorni nelle grotte, aspettando che vengano salvati. In attesa trepidante di vederli tutti al sicuro.

Ma ce ne freghiamo dei piccoli migranti che vagano nei gommoni nel mediterraneo, in attesa anch’essi di essere salvati.  Anzi vomitiamo parole di odio nei social. Ripetendo che dovremmo fermare una invasione che non esiste, applaudendo a chi blocca le navi che dovrebbero soccorrerli.

Forse, oltre che pensare, come umani dovremmo sapere ricercare nel profondo di noi stessi i sentimenti di solidarietà per ogni piccola creatura sofferente nel pianeta, soprattutto se questa è più vicina a noi e non lontana più di 8.000 chilometri, come la Thailandia.

Per questo abbiamo voluto lanciare questa campagna.

E per chi vuole condividerla, ecco i link per scaricare le immagini da pubblicare sui vari social:

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