Traffico lagunare fuori controllo, troppe vittime. Ripristinare la sicurezza

Perché non si ripetano tragedie come quella del Bacan.

Il tragico incidente nautico in cui ieri ha perso la vita una ragazza di 12 anni, ultima vittima di una serie infernale che dura da troppo tempo e che ha già fatto troppi morti, al di là delle cause e responsabilità specifiche che le autorità competenti dovranno accertare, ripropone la drammatica situazione del traffico lagunare.

Da alcuni anni le norme che regolamentano la navigazione lagunare, marittima-interna-comunale, sembrano di fatto “sospese”, in particolare quelle relative ai limiti di velocità e alla sicurezza.

Ricordando che la velocità massima consentita è di 20 km/h, è indubbio che quasi nessuno rispetti i limiti previsti lungo i canali. Quindi, non solo le grandi navi, ma anche le unità impegnate nei servizi di linea, in quelli turistici, i taxi e i noleggi, le barche del trasporto merci e il diporto, tutti hanno una parte di responsabilità nel caos quotidiano, caratterizzato da un traffico intensissimo e da un moto ondoso ormai incontrollato. Una situazione resa più difficile dalla frammentazione delle competenze tra le diverse autorità: polizia locale, ex Magistrato alle acque, polizia e carabinieri per interventi urgenti (112 e 113) e Guardia Finanza (controlli sulla pesca, soprattutto).

I Verdi di Venezia, perciò, chiedono che tutte le Autorità competenti, a cominciare dall’amministrazione comunale, attuino con urgenza e in modo integrato e coordinato controlli efficaci, preventivi e continuativi, capaci di riportare alla normalità una situazione fuori controllo (giungendo fino alla sospensione del titolo nautico per chi reiterasse l’infrazione, come nel codice stradale) garantendo la sicurezza a tutti e in particolare alle unità minori.

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