Il Trenoverde chiude la sua campagna per obiettivi energetici “green” entro il 2030

Si è chiusa a Trento la trentesima edizione del Trenoverde, storica campagna ambientalista di Legambiente e Ferrovie dello Stato, quest’anno chiamata “Trenoverde 2030” e centrata sui temi delle energie rinnovabili e del risparmio energetico.
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di Davide Sabbadin

Si è chiusa a Trento la trentesima edizione del Trenoverde, storica campagna ambientalista di Legambiente e Ferrovie dello Stato, quest’anno chiamata “Trenoverde 2030” e centrata sui temi delle energie rinnovabili e del risparmio energetico. Ovviamente, anche a Trento, si è chiusa con un pubblico un po’ superiore ai trentatré trentini trotterellanti di proverbiale memoria. 

Sono, infatti, lusinghieri i numeri di affluenza per questa campagna che è ormai una delle veterane delle campagne di informazione, denuncia e formazione nel mondo ambientalista: circa  5000 studenti hanno visitato la mostra a bordo, assieme ai circa 6500 passeggeri che hanno fatto capolino mentre attendevano un treno o che hanno partecipato a uno degli oltre 40  eventi tenutesi a bordo della carrozza conferenze, nelle 13 tappe che il treno ha fatto nel suo percorso per l’Italia.

“La denominazione “2030” non è casuale” dichiara Serena Carpentieri, vicedirettrice nazionale di Legambiente “perché abbiamo immaginato un treno che portasse a bordo molte delle tecnologie che oggi sono realtà solo per pochi italiani, ma che se diventassero mainstream, al 2030 risolverebbero molti dei problemi energetici del nostro paese e contribuirebbero in maniera risoluta alla strategia europea di lotta ai cambiamenti climatici”. 

Il carattere della mostra ospitata a bordo era divulgativo, e centrato sull’educazione ambientale, il più possibile interattiva. Se la prima carrozza ha ospitato le tecnologie di energie rinnovabili, la seconda si è concentrata su efficienza energetica -con un focus sulla casa e sulle etichette energetiche- mentre la terza trattava il tema del risparmio energetico derivato dall’economia circolare, partendo dall’esempio del riciclo dei pneumatici.

“Protagonisti degli eventi a bordo sono stati anche i «RinnovAbili»” -continua Carpentieri- ”sono i rappresentanti delle realtà italiane che già hanno investito nel nuovo modello energetico, e che hanno raccontato la loro esperienza illustrando tutti i vantaggi economici, sociali e ambientali della loro scelta: piccoli imprenditori, inventori, aziende agricole, startups. Ad ogni tappa, alla fine dell’inaugurazione, un buffet biologico realizzato da aziende che producono grazie alle energie rinnovabili”.

Nel corso del suo viaggio, come ogni anno, il Treno Verde ha seguito un programma di monitoraggio scientifico, quest’anno collegato alla campagna Civico 5.0, che valuta le performance energetiche degli edifici, i consumi elettrici delle famiglie e l’inquinamento indoor. Una squadra di esperti di Legambiente, munita di termocamera, ha visitato le località delle tappe nei mesi antecedenti la campagna e si è occupata di fare un’analisi energetica e dei consumi di un paio di condomini scelti tra quelli che si sono resi disponibili. L’analisi ha fatto una piccola fotografia dello stato di salute dei condomini in Italia e dei consumi medi delle famiglie selezionate: un apposito contatore (meter) ha indicato i consumi di ciascun elettrodomestico. Alla fine del progetto alle famiglie è stata lasciato un dossier di interventi utili per l’abbattimento dei consumi, da quelli comportamentali, a costo zero, fino alla ristrutturazione dell’edificio grazie all’ecobonus.

Per ultimo, la quarta carrozza ha ospitato non solo la presentazione dei dossier regionali “comuni rinnovabili” in cui si sono evidenziati i punti di forza e le carenze di ciascuna regione nel campo della produzione da fonti rinnovabili, ma anche un gran numero di dibattiti su temi di rilevanza ambientale quali la gestione delle migrazioni in relazione ai cambiamenti climatici, la legge sui parchi, la tutela della biodiversità, la filiera di riciclo della carta.

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