Verdi Europei – Ungheria: niente compromessi sui valori fondamentali

Al Parlamento europeo è in corso una discussione per avviare la procedura di sospensione dei diritti connessi alla partecipazione alla UE, e in particolare il diritto di voto (articolo 7), nei confronti dell’Ungheria, per aver violato i valori fondamentali dell’UE
orban Ungheria

Al Parlamento europeo è in corso una discussione per avviare la procedura di sospensione dei diritti connessi alla partecipazione alla UE, e in particolare il diritto di voto (articolo 7), nei confronti dell’Ungheria, per aver violato i valori fondamentali dell’UE, in particolare in materia di media, università e giustizia, sulla base di una relazione dell’eurodeputata dei Verdi/ALE olandese Judith Sargentini.

In vista del voto di domani, i co-presidenti dei Verdi Europei Monica Frassoni e Reinhard Bütikofer hanno dichiarato:

“Chiediamo a  tutti i membri del Parlamento europeo di votare in favore dell’attivazione dell’articolo 7 nei confronti dell’Ungheria domani mercoledì 12 settembre, a prescindere dalle loro affiliazioni politiche.

La relazione dell’eurodeputata Verde Judith Sargentini dimostra chiaramente che il Primo Ministro ungherese Orbán e il suo governo calpestano da anni i diritti e valori fondamentali dell’Unione per delegittimarne l’autorità, mentre allo stesso tempo continuano a usarla come un bancomat per i suoi generosi fondi allo sviluppo.

Ora l’UE ha l’occasione di agire in maniera decisa per ripristinare i valori di dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto e diritti umani, inclusi quelli delle minoranze.

Questo è un voto che trascende le politiche di partito: libertà di espressione, autonomia dei giudici, degli accademici, delle ONG non sono un optional. Soprattutto in questo momento in cui molti dubitano del senso del progetto europeo, rifiutiamo ogni compromesso che ne mini l’integrità. In questo senso, il Movimento 5 Stelle ha dato un segnale positivo schierandosi a favore della relazione, contrariamente al proprio partner di governo, che invece si ostina a difendere il suo alleato ungherese. Speriamo che questa decisione preluda a una difesa di questi stessi valori anche nell’azione di governo in Italia.

La maggioranza dei voti al Parlamento europeo non è ancora sicura. Ora spetta a quei membri del Partito Popolare che ancora non rinunciano ai valori democratici di schierarsi a favore del sì: dimostrino di essere coerenti e rompano quel patto di potere con la destra estrema che pare emergere e che li renderebbe succubi, finendo per annientarli.”

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