Savona: rischio “cemento selvaggio” per gli ex Cantieri di Solimano

I lavori per la riqualificazione degli ex Cantieri Solimano a Savona rischiano di essere una nuova colata di cemento selvaggio per la città

 I lavori per la riqualificazione degli ex Cantieri Solimano a Savona rischiano di essere una nuova colata di cemento selvaggio per la città

In questi giorni pure l’assessore all’urbanistica savonese:Prof. Arecco ha avuto il suo momento di celebrità cementizia poiché, pur essendo spesso descritto come un leghista irritato dagli atteggiamenti della sindaca,che occupa spazi di competenza sua, e da posizioni apparentemente non sempre rispondenti alle promesse elettorali, ha finalmente potuto presentare il progetto di riqualificazione degli ex cantieri Solimano.
Come è prassi del centrodestra savonese l’assessore Arecco si è presentato in commissione con due progetti,che si possono riassumere in una famosa frase di Pappagone: volete le case a quattro o cinque piani previste ora nel PUC (sparpagliate) o preferite tutti i volumi concentrati i due torri (vincoli),di cui una sicuramente di quindici piani ed intorno un prato verde, un parcheggio sotterraneo da duecento posti auto e spazi coperti per la facoltà di scienze motorie?
Noi Verdi ci permettiamo come al solito di avanzare alcune domande e soprattutto alcune proposte ponendo due quesiti preliminari ovvero:

a) perche’ porre il consiglio comunale dinanzi a due progetti,che prevedono sostanzialmente edificazioni senza valutare eventuali altre ipotesi?E’ la solita logica del centrodestra savonese,che finge di volere la discussione democratica sulle scelte urbanistiche quando esse sono già state effettuate e al piu’ possiamo limitarci a proporre il colore delle eventuali panchine?

b) Se sappiamo cosa verrà alla città nel caso delle due torri vorremmo invece capire cosa ne potrebbe venire nel caso delle singole palazzine oppure in realtà ,come al solito, la scelta è già stata fatta e la democrazia si riduce ad un fastidioso rituale per cui la variante ad un PUC appena approvato verrà disegnata dai privati interessati e il consiglio comunale diverrà la sede dell’avvallo di scelte compiute fuori dalle sedi istituzionali competenti? Ora passiamo alla fase propositiva ponendo in primo luogo il fatto che che sicuramente sarebbe preferibile l’opzione piu’ vicina possibile al minor consumo di suolo,tenendo presenti gli appartamenti vuoti in città e soprattutto la fame di spiagge e di attività connesse alla balneazione e alla nautica.
Ammesso per una volta che “qualcosa” dovrà essere costruito,ci permettiamo di chiedere:

c) perche’ non prevedere una quota di alloggi in regime di social housing e per le coppie giovani?Savona sta invecchiando sempre di piu’ e molte coppie sono costrette a spostarsi in altre località per i costi delle abitazioni perche’ per una volta non fare una operazione sociale come quella realizzata con i palazzi sulle aree ex Balbontin di corso Ricci?

d) I parcheggi su due piani sono già stati verificati sotto il profilo della edificabilità data la vicinanza con il mare e due torrenti? A cosa serviranno se non diventano strutture di cornice collegate con il centro tramite bus navetta e se non sono impostati in una scelta radicale a favore del sistema pubblico di trasporto su gomma e su rotaia?

e) Gli spazi per il corso di laurea di scienze motorie a cosa serviranno? Perche’ il corso di laurea non utilizza le strutture delle società sportive e nautiche savonesi favorendo una integrazione tra il campus e la città.? A questa domanda potrebbe rispondere anche l’attivo assessore allo sport Scaramuzza sempre pronto a replicare su qualsiasi argomento mentre lo sport savonese sta lentamente affondando nel caos dopo i tagli subiti dalla giunta di centrodestra?
Sono solo alcune domande ,che pongono ancora una volta il destino della città ed il rischio di una nuova pesante colata di cemento a cui bisognerà opporsi con grande forza.

Danilo Bruno – Verdi Liguria

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