Judith Sargentini, la eurodeputata Verde ‘angelo’ dello stato di diritto

Chi è Judith Sargentini, eurodeputata dei Verdi Europei eletta nella compagine dei GroenLinks, i Verdi olandesi. La sua una vittoria storica per lo stato di diritto
Judith Sargentini

Olandese, di origini italiane, ma vissuta nei Paesi Bassi da sei generazioni, eurodeputata per i GroenLinks ( il partito Verde olandese), nominata “Angelo dell’anno” da Perpectief, e che per la prima volta è riuscita a far pronunciare il Parlamento Europeo ad invitare il Consiglio UE ad agire contro uno stato membro per evitare che una minaccia ai valori democratici dell’Europa si diffondesse in maniera sistemica. Lei è Judith Sargentini, nel 2017 è stata nominata dalla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni come relatrice per esaminare l’avvio di procedure contro l’Ungheria e lo scorso 12 settembre ha convinto il Parlamento Ue, vincendo questa battaglia per tutti i cittadini che vogliono un’ Europa democratica, che tuteli i diritti fonamentali dell’uomo. Per tutte quelle persone che vogliono un’Europa dei cittadini e non dei potenti, per tutti quelli che vogliono la tutela di uno stato di diritto.

In un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica, Judith è ben consapevole di aver contribuito ad un momento che resterà storico  e sottolinea che “il governo di Orbán ha minato i valori europei attaccando l’indipendenza dei media, dei giudici e del mondo accademico. E le persone vicine al potere, i loro amici e familiari si sono arricchiti a spese di ungheresi ed europei”.

Tuttavia questo è solo l’inizio della battaglia. Adesso l’esito del voto dovrà essere presentato con relazione dettagliata al Consiglio europeo, che dovrà avviare delle indagini, quindi come precisa Judith nell’intervista “È impossibile che il Consiglio sia chiamato a votare sull’attivazione dell’articolo 7 già a ottobre perché deve fare un’indagine propria. Spero però che non siano lenti come con la Polonia. Auspico che il dossier sia trattato prima delle Europee per far capire che il dibattito sullo stato di diritto e la democrazia coinvolge anche i leader. Sarebbe un bel segnale».

La euro deputata Green inoltre è ben consapevole che la Polonia ha già annunciato di porre il veto sulla, per ora ipotetica, risoluzione del Consiglio che attiverebbe le procedure dell’articolo 7 nei confronti dell’Ungheria di Orbàn, ma allo stesso tempo non ritiene che la sua sia una ‘battaglia persa’ anzi, afferma: “è importante far vedere che invece le cose possono essere cambiate” e ad Orbàn che l’accusa di aver processato i cittadini ungheresi risponde: “Sono felice che l’Ungheria sia nell’Unione e voglio che torni una democrazia vera che rispetta lo stato di diritto e i valori fondamentali. Gli ungheresi meritano di meglio. Visto che il governo non cambierà le sue leggi, è necessario che il Consiglio intervenga».

Una storia quindi, quella delle sanzioni all’Ungheria, che è solo all’inizio, ma già questa vittoria messa a segno da Judith Sargentini ha dato un’impronta forte su quello che vuole essere il futuro dell’Europa.

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